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26.07.1902 - articolo 15

Alla gogna! Nomi e gesta dei crumiri più emeriti.

«Cassetti Antonio di Caneva di Tolmezzo – È uno dei più vecchi capi-crumiri che vanti il crumirismo Friulano-Carnico. Nel 1898 allo sciopero di Naumburg uno de' suoi uomini tirò una rivolverata sulla folla, L'anno scorso ad Halle fu l'anima dannata di quei padroni come quest'anno lo è di Kiel insieme al suo compaesano e degno amico:

Cacitti Eugenio detto Zerin pure di Caneva di Tolmezzo – Costui è quello che, come abbiamo raccontato nel numero scorso, spera con qualche altro anno di crumiraggio fruttuoso di ritirarsi a vita privata e di fare il signore. E se la fortuna, cioè la minchioneria de' suoi compaesani seguiterà ad assisterlo come pel passato non sarà difficile che gli riesca, perché è più chiuso delle pine verdi e chi riesce a cavargli un soldo è bravo. A casa lascia la vecchia mamma andare elemosinando per le strade ed i suoi complici, d'inverno a casa, sono obbligati a citarlo ogni momento in tribunale per avere la parte che spetta loro dei denari di Giuda guadagnati all'estero.

Brovedani Giacomo di Tarvesio in provincia d'Udine è un cucciolo del crumirismo, poiché se non erriamo, è la prima volta che si è dato alla nobile industria. Costui non può accampare l'ignoranza poiché fino a pochi mesi fa era organizzato, e l'abbiamo conosciuto a Mannheim presidente della sezione italiana dell'"Unione muraria". Se i suoi vecchi compagni d'organizzazione volessero mandare le loro congratulazioni a codesto fedifrago le inviino al seguente indirizzo: Giacomo Brovedani b. Innung "Bauhütte" Kiel.

Petri Giovan Battista di Pinzano al Tagliamento. Questo ha il bernoccolo del farabutto più sviluppato degli altri, ed aveva scelto come campo delle sue operazioni criminose Potsdam dopo aver invano tentato la fortuna a Vienna. Alcune settimane fa fu a Borsdorf e a Lipsia in cerca di uomini. Passò poi a Chemnitz dove trovò tre disgraziati, due di Campone e l'altro di Vito d'Asio, disposti a seguirlo. Essi lavorarono un paio di settimane ed egli riscosse il frutto del comune tradimento e sparì lasciandoli con un tanto di naso di modo che ai disgraziati non rimase che di tornare mezzo affamati al vecchio posto di Chemnitz. Nelle imprese crumiresche, non sappiamo se anche nelle altre, è coadiuvato dal suo degno compare:
Gotti Eugenio di Pinzano al Tagliamento.

Fedeli Daniele di non sappiamo ancora dove, si vanta di essere uno de' vecchi crumiri operanti in Germania, e che è suo merito se gli scioperi di Dresda e di Lipsia andarono persi. Quest'anno a Chemnitz ha tentanto di truffare il comitato della sezione locale di 300 Mk., minacciando altrimenti di condurre 150 uomini ad Amburgo. I 300 Mk. non li ebbe, gli uomini non sono arrivati ad Amburgo, quindi egli non è che un volgare imbroglione e truffatore.

Prima di finire, per oggi, vogliamo ricordare ancora un altro crumiro il quale tenta di cuoprire le sue gesta sudiciotte con una cert'aria bonomia e di persona per bene che ingannerebbe anche il diavolo:

È Giuseppe di Sopra di Rigolato in provincia d'Udine, paese che contende a Caneva di Tolmezzo la palma del crumirismo. Costui quest'anno si è presentato con una trentina d'uomini a Schönebeck, ove era scoppiato uno sciopero, non ricordiamo più per qual ragione e quando i muratori del paese avvicinatolo lo avvertirono della trista parte che stava facendo rispose semplicemente "Io non ho tempo di fare sciopero." L'anno scorso voleva abbonarsi al "Grundstein", quest'anno all"Operaio Italiano", naturalmente per mettere a profitto le notizie contenute nella rubrica: Movimenti di salario e boicotti.

E per oggi basta al prossimo numero gli altri.»

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