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09.08.1902 - numero 16

Mezzani di carne umana

«Una circolare della lega degli imprenditori edili.

A Königsberg è stato iniziato un movimento di salario. I padroni e gli'imprenditori hanno subito pensato di sostituire in seguito alle prove così ben riuscite in Halle e in Kiel, la mano d'opera indigena con quella italiana ed a questo scopo il Comitato direttivo della loro corporazione ha diramato a tutti i membri la seguente circolari.

Königsberg, 23 luglio 1902
P.P.
In seguito alle deliberazioni prese ieri sera dall'assemblea generale degli operai edili il Comitato direttivo le invia la seguente lista di indirizzi di persone mediante le quali in caso di bisogno si possono avere dei muratori e manovali italiani.
  • Daniele Marin, capomastro, Spilimbergo
  • Ceconi Francesco, Spilimbergo
  • Giuseppe Cescutti, di Giov. Batt. Noràt, Clausetto presso Spilimbergo
  • Luigi Brovedani, Treppo-Carnico
  • Stefano Luigi, Muina d'Ovaro
  • Diana Vittorio, Ampezzo-Enemonzo
  • Sticotti Leonardo, Amaro-Carnico
  • Luigi Colledani, capo muratore Clausetto
  • Pietro Brovedani, capo-muratore, Clausetto
  • Luigi Endrigo, Cordenons
  • Giovanni Feruglio, Caneva di Tolmezzo
  • Giuseppe Nodari, Colognola ai colli, Verona, Italia
  • V. Colussi, Resia, Italia
  • Antonio Gastaldo Forgaria-Italia
  • Ilario Cassetti, Maurerparlier, Liebenau (Neumarkt bei Schwiebus)
  • Oscar Daina, Dresden, Terrassengasse 16
  • Otto Thomas, Halle a. d. S., Parkstrasse 2
Oltre a ciò muratori italiani si possono anche avere mediante annunzi nei giornali della provincia di Udine o rivolgendosi ai sindaci delle città di questa provincia. L'intera popolazione maschile di questa provincia si compone di muratori e di manovali, e si reca all'estero in cerca di lavoro. In particolar modo sono muratori quelli delle località di Clausetto, Castelnuovo, Pinzano e Nicotis e manovali quelli di Val Vasone.
Secondo le informazioni assunte gli operai italiani si mantengono bravi. Ci vengono dipinti come diligenti, laboriosi e sobri. Partono da casa in squadre e s'impiegano anche con maggior profitto a squadre.
Quando si trovano in minoranza si lasciano facilmente influenzare dagli altri, ma quando sono soli o almeno costituiscono la maggioranza, sono fermi. Sono riconoscenti per giornate lunghe di lavoro e quando possono avere la comodità di dormire a poco prezzo e soprattutto non pretendono salari superiori a quelli finora in uso.
Se al comitato direttivo verranno date le necessarie indicazioni sul numero degli operai occorrenti, questo di metterà subito in rapporto colle autorità competenti allo scopo di ottenere delle facilitazioni nel trasporto. Vi preghiamo di farci avere una risposta in proposito prima del 26 corrente, perché si tratta di far presto, in modo che se pel 4 Agosto i nostri operai si asterranno dal lavoro gli operai italiani possano essere chiamati telegraficamente.

Questa è la circolare e non ha bisogno di commento. Ricordiamo d'aver avuto due anni fa l'occasione di pubblicarne una simile con qualche nome di meno e che sollevò vive proteste per parte di alcuni che vi sono tutt'ora compresi e in seguito alle quali facemmo anche qualche rettifica. Questa volta non accetteremo proteste di sorta e chi si sentisse offeso non si rivolga a noi ma processi la corporazione de' capi-mastri (Bau-Innung) di Königsberg in Prussia.

Raccomandiamo poi caldamente la circolare all'attenzione de' nostri confratelli d'Italia. Veggano con quanta raffinatezza la Lega de' padroni edili ha saputo organizzare il servizio di crumiraggio e con quali difficoltà so ha da combattere.

Di più osserviamo che gl'imprenditori della Lega indicano nel loro manifesto i sindaci delle città e de' paesi della provincia di Udine come de' buoni mediatori per ottenere in caso di scioperi della mano d'opera italiana. Ora noi non possiamo sapere in quale misuro quest'indicazione sia giusta, ma ci sembra che quei signori dovrebbero aver ben altro da fare che abbassarsi ad essere dei tirapiedi delle "Lega degl'imprenditori e padroni edili tedeschi". O che aspirano forse ai premi del "Corriere della Sera" e della "Stampa" pe' crumiri più veri e maggiori?»

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