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09.08.1902 - numero 16

La friulaneria in Isvizzera

«Molti friulani non soltanto si fanno distinguere per la mancanza d'ogni principio di solidarietà in Germania e in Austria, ma anche in Isvizzera».

Vengono riportati stralci di un articolo di Salvatore Donatini comparso sull'Avanti! in cui quest'ultimo commenta l'opinione dell'on. Cabrini, che «in una delle sue corrispondenze dalla Germania scriveva l'altro giorno di quei crumiri della Carnia e del Friuli, i quali speculano sulla resistenza e sugli scioperi ricattando le organizzazioni ed indica come rimedio alla piaga del crumiraggio la propaganda nei loro paesi d'origine», sostenendo che «il crumiraggio professionale dei friulano, è per me impossibile eliminare per mezzo della propaganda» in quanto «anche in Isvizzera questi sciacalli che stanno alle lotte economiche come i predoni alle guerre militari sono degli uomini di un livello morale molto basso, ma che hanno la coscienza del male che arrecano e non è possibile quindi illuminarli più di quello che non siano. Da S. Gallo mi scrivono in questi giorni a proposito di costoro che anche là si rivelano quello che sono; degli speculatori, dei professionisti di crumiraggio. Infatti è tra costoro che spesso vengono reclutati i sorveglianti, e quando ne hanno l'occasione e i mezzi si fanno alla lor volta appaltatori e sfruttatori.»

«Per quanto questo giudizio del compagno Donatini possa parer duro e debba riuscire ostico a molti, non pecca d'esagerazione perché in nessuna altra regione italiana il crumirismo collettivo e professionale è così esteso come nel Friuli, alto e basso, senza distinzione, e nella Carnia».

Segue commento, interessante, in cui si ribadisce l'utilità della propaganda nei paesi d'origine.

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