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09.08.1902 - numero 16

Movimenti di salario. Muratori

«Finalmente anche lo sciopero di Kiel, che per tante settimane ha tenuta viva l'attenzione di tutta la classe lavoratrice germanica, è terminato. Ed è terminato con un contratto che dovrà stare in vigore fino al 1907, che rassomiglia assai più ad una resa incondizionata che ad una vittoria. Le cause di questo fatto sono conosciute, poiché in più numeri abbiamo avuta l'occasione poco gradita di parlarne: la grande affluenza di crumiri, specialmente friulani e della Carnia. Dei muratori di Kiel non uno solo ha tradito la causa de' suoi fratelli ed è ritornato al lavoro prima che la lotta fosse dichiarata chiusa. Terminato lo sciopero la teppaglia mercenaria che i Cassetti, i Gastaldo e i Caccitti vi avevano condotta ha dovuto ripartirsene. I giornali borghesi raccontano che nei tre giorni successivi alla chiusura dello sciopero più di 250 muratori italiani se ne sono ripartiti in gruppi, la maggior parte coi treni della mattina presto per evitare la gente.

Ed ora per parecchi anni gl'italiani potranno fare un gran crocione su Kiel. Questo sarà il risultato finale che quei cattivi ed incoscienti avranno conseguito; e ci vorrà una generazione almeno prima che i semi di antipatia e di odio che essi hanno largamente sparsi fra quelle classi lavoratrici contro il nome italiano siano essicati e spenti.

Ed ora dove se ne sono andati? Probabilmente a proseguire la loro opera traditrice in qualche altra località: forse a Königsberg. Ma che non finiranno poi un bel giorno anch'essi col trovare qualcuno che metta loro giudizio? [...]»

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