« Prev
16/27 Next »

 

23.08.1902 - numero 17

L'opera del segretariato d'emigrazione di Udine

«[...] il compagno Giuseppe Giorgessi di Prato Carnico c'invia sull'opera di questo segretariato una lettera che ben volentieri pubblichiamo.

"Compagni Operai della Carnia"
Adesso che molti di voi hanno ritemprato lo spirito, reso forte la coscienza e mercé le parole del compagno On. Cabrini acquisite delle idee nuove, dai paesi che vi diedero i natali, da quella patria che voi pure amate pur sapendola infelice, vi mando un saluto.
[...]
Ma questo istituto [Segretariato d'emigrazione di Udine] per arrivare alla sua maturità ha dovuto passare pel periodo della giovinezza, e la sua strada è stata aspra e difficile.
Mancando di mezzi e di studi preparatori non ha potuto nel primo anno sviluppare molta forza e dare un profitto molto grande. Ora però – molte difficoltà essendo superate, e fra queste spezialmente la guerra mossagli dal clero col suo segretariato del popolo, ed avendo anche dato vita ad una sezione legale – può veramente essere di grande utilità per gli emigranti.
Dal resoconto semestrale di quest'anno [...]
Il segretariato di occupò intensamente dei reclami presentati da oltre 120 richiedenti, per circa 98 vertenze differenti, numero assai elevato. 48 di queste vertenze concernevano ricuperi di mercedi, inadempimento di contratti, [...]
L'opera del segretariato come tutte le istituzioni buone, è stata perseguitata è più volte ha dovuto urtare contro l'indifferenza e la trascuratezza dei consolati.
Perciò il segretariato cercò, e ad esso molto deve, l'aiuto delle organizzazioni professionali estere, e specialmente agli "Arbeitersekretariate" [...]
Il Segretariato è anche stato assai utile come ufficio di collocamento, poiché è riuscito a collocare parecchie squadre di operai presso imprese che ne fecero domanda, prendendo anzitutto in considerazione le domande degli emigranti disoccupati. Inutile parlare dei vantaggi che tal mezzo di collocamento assicura agli operai che ne possono profittare, come la stabilità dei contratti fatti per mezzo del segretariato, la sicurezza di un lavoro proficuo e la certezza di non tradire i compagni di lavoro.
Merita pure menzione e lode l'opera assidua colla quale il segretariato ha procurato di assumere informazioni sui lavori nelle ferrovie austriache e russe, sui varii scioperi scoppiati qua e là alfine di illuminare e dirigere la nostra emigrazione, e per la propaganda intensa in favore dell'organizzazione e contro il crumiraggio, piaga che ci disonora e che dev'essere strenuamente combattuta, e risanata.
Ed in quest'opera santa, altamente civile, che segnerà un gran passo verso la democrazia internazionale, per la quale eliminare le barriere convenzionali che ora ci dividono e ci fanno credere che l'essere italiani sia ben altra cosa che l'essere turchi, mentre invece tutti siamo operai sfruttati, arriveremo alla fratellanza universale per la quale al dolore di un turco il nostro cuore proverà la medesima stretta come si trattasse di un dolore nostro, esso non si stancherà mai, ed il nostro dovere è di sostenerlo con tutti i nostri sforzi.
Ed in quest'opera bisogna che anche le nostre società operaie aiutino. [...]
E cercate di rafforzare il segretariato anche mediante sottoscrizioni fatte tra di voi, e specialmente coll'iscriversi e col farvi iscrivere più compagni di lavoro che potete [...]
E quando, finiti i lavori, tornerete in seno alla vostra famiglia a portarvi i modesti frutti delle vostre fatiche non istancatevi di leggere, di studiare, di educarvi al bene, al giusto, al buono; cercate di formare in tutti i vostri comuni delle sale di lettura, dei circoli, nei quali, nelle ore libere sfuggendo l'ozio ed il vizio che non producono che miseria, possiate godere di altre soddisfazioni, più belle e più buone, impariate a conoscere che cosa vi aspetta in una società migliore e più giusta.
Questi circoli saranno come il principio di una nuova era, saranno come l'aurora del sole dell'avvenire.
Cordialmente, vi stringo la mano.
Vostro Giuseppe Giorgessi»
« Prev
16/27 Next »
sei qui