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04.10.1902 - numero 20

La società de' muratori e manovali di Udine contro il krumirismo

«Riceviamo in data del 17 Settembre

Il Consiglio della società muratori e manovali e garzoni di Udine dopo aver letto nel giornale il Friuli del 13 Agosto, riportandolo dall'Operaio italiano di Amburgo, una circolare della Lega degli'imprenditori edili di Königsberg contenente un elenco di indirizzi di persone, la maggior parte della provincia di Udine, alle quali gl'imprenditori potevano rivolgersi per avere dei crumiri deliberava nell'assemblea generale del 17 Agosto u.s. di mettersi in corrispondenza con tutte le associazioni di muratori e manovali della Germania onde tentare d'accordo con loro di combattere efficacemente la piaga del crumiraggio.
Preghiamo dunque i compagni tedeschi di volere mandarci al più presto possibile gl'indirizzi delle loro associazioni, e noi intraprenderemo un giro di propaganda per tutti i paesi della provincia, onde render coscienti i nostri muratori e manovali disorganizzati, affinché anche se il bisogno li costringerà a cercar lavoro fuori di patria, cessino di essere dei crumiri e dei traditori dei compagni tedeschi, e diventino piuttosto compagni di lotta, come già lo sono di lavoro.
Naturalmente non ci facciamo soverchie illusioni, sappiamo che la lotta sarà lunga e difficile e che prima d'aver estirpato questa piaga del crumiraggio ci vorrà del tempo, e non poco; ma noi vi promettiamo di lavorare instancabilmente fino ad aver conseguita la meta, e speriamo che anche voi ci sarete di valido aiuto.
Questa deliberazione servirà pure per i compagni dell'Austria-Ungheria e della Svizzera. Perciò preghiamo tutti i giornali delle leghe operaie germaniche, austriache e svizzere a voler render pubblica questa deliberazione.
Per il consiglio direttivo
Cruciatti Antonio

Questa deliberazione della Società di miglioramento e di mutuo soccorso fra muratori, manovali ed apprendisti di Udine ci fa molto piacere, e speriamo che un poco per volta anche le altre società operaie della provincia di Udine ne seguiranno il buon esempio, e vorranno tutte mettersi sul serio a combattere la piaga del crumirismo che disonora non soltanto la loro provincia, ma tutta l'Italia, e ci fa malvolere e disprezzare da per tutto.

Delle illusioni non ce ne facciamo nemmeno noi, e sappiamo che è impossibile dall'oggi all'indomani di togliere di mezzo un male inveterato come quello di cui parliamo e che le sue radici nell'ignoranza e in pregiudizi individualistici profondissimi. Ma sappiano pure che colla costanza e coll'assiduo lavoro si vincono anche queste difficoltà, e che quindi l'effetto non potrà mancare. Anzi per la pratica che in questi anni abbiamo acquistata dell'elemento friulano, ci sorride la speranza che col tempo la provincia di Udine diventerà per l'organizzazione operaia una delle migliori d'Italia.

Coraggio e avanti.»

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