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13.12.1902 - numero 25

Una protesta

«Stefani Luigi di Muina d'Ovaro in provincia di Udine ci scrive da Gross-Scheidnitz in Sassonia:

Caro "Operaio"
Ho letto con assai rincrescimento per la seconda volta il mio nome fra i mercanti di carne umana. Questo titolo non lo debbo né lo voglio accettare perché un tal mestiere non l'ho mai fatto ed ho la coscienza di poter dire che non lo farò mai.
La prima volta fu nel No. 24 (8 Dicembre) del 1900, e la seconda volta nel No. 16 (9 Agosto) nel 1902. La prima volta vi scrissi una lettera di protesta, e scrissi anche alla "Baugewerkzeitung". Ma pare che non abbia servito perché non hanno cessato dallo scrivermi, come potete vedere dall'acclusa lettera. Se fossi stato un mercante di carne umana sarei andato a Potsdam a guadagnarmi i 50 Pf. che mi venivano offerti invece di restamene qui a prenderne soltanto 30, come può far fede il compagno Georg Meppler. Spero che questa sia l'ultima protesta che mi costringerete a scrivere.
Tanti saluti dal vostro Luigi Stefani

N. d. R. Questa lettera si riferisce alla lista dei mercanti di carni umana che la Lega de' padroni edili distribuì ai copo-mastri di Königsberg in Prussia e che essendoci capitata fra le mani pubblicammo tale e quale senza fare alcuna correzione, perché non ne avevamo il diritto.

Se al compagno Stefani Luigi – il quale secondo le informazioni che abbiamo assunte due volte si trova veramente a torto in quella lista d'infamia – dispiace di trovarsi in così cattiva compagnia scriva un'altra volta alla Lega de' padroni edili perché lo cancellino, minacciando di fare un processo nel caso che abusassero ancora una volta del suo nome. Sappiamo che ad altri ha giovato; gioverà anche a lui.»

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