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27.12.1902 - numero 26

La tattica degli imprenditori negli ultimi scioperi

Con lo sviluppo del movimento operaio in Germania il crumirismo autoctono quasi scomparve. Gli imprenditori si rivolsero allora all'estero in quanto «speravano da una parte che questo loro nuove reclute dell'esercito del tradimento per la scarsa o nessuna conoscenza del tedesco non avrebbero subita l'influenza degli scioperanti, e dall'altra speculavano sulle antipatie nazionali che pur troppo sono ancora assai vive nella classe lavoratrice. Si sa bene che il dividet et impera è sempre stato uno dei capisaldi della politica degl'imprenditori di fronte agli operai!

In questi paesi hanno poi saputo assicurarsi con mezzi che sfuggono al nostro controllo diretto, ma che facilmente si possono immaginare, la collaborazione di un certo numero di capi, mercanti di carne umana senza coscienza, veri delinquenti e traditori professionali della classe operaia, di molti dei quali abbiamo avuto più volte l'occasione di pubblicare i nomi nelle nostre colonne.

Coll'aiuto di costoro sono giunti ad organizzare un vero esercito di krumiri, non molto numeroso — per l'onore del nome nostro vogliamo sperare che non superi di molto il migliaio — ma sempre pronto ad accorrere dove l'interesse dei padroni e la volontà dei capi lo richieda.

È in grazia a quest'organizzazione che due anni fa si videro piovere a Halle dalle montagne del Friuli e della Carnia da 400 a 500 uomini che insieme a quasi altrettanti venuti dalla Boemia occuparono i posti degli scioperanti. È in grazia ad essi che nel mese di Marzo di quest'anno, chiamati dal famigerato Cassetti da settanta a ottanta muratori partirono da Rigolato e paesi circonvicini per Kiel sapendo la parte odiosa che erano chiamati a sostenere, perché in paese vi fu chi li avvertì e li ammonì di non voler diventare i boia de' loro fratelli lottanti pel benessere comune.

È pure in grazia ad essa che pochi giorni dopo scoppiato lo sciopero di Königsberg in Prussia più di 270 crumiri friulani si erano recati su quella piazza di lavoro e furono causa precipua dell'affrettata conclusione di un contratto nel quale gl'interessi de' lavoratori non poterono essere salvaguardati come avrebbero dovuto e come sarebbero anche stati se alle porte non fosse stato pronto l'esercito necessario.

Quest'anno poi, non trovando forse nell'incoscienza friulana e boema mano d'opera e krumira sufficiente da sopperire alla richiesta gl'imprenditori hanno allargato il campo delle loro operazioni ed hanno importato dei krumiri dall'Ungheria (muratori e carpentieri), dalla Rumenia (meccanici), dall'Austria e perfino dalla Russia (muratori e manovali).
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Sintomatico è anche il fatto che quest'anno a Kiel e ad Amburgo sono stati respinti dei piccoli gruppi di crumiri tedeschi accorsi dalle province più arretrate della Baviera e del Palatinato.
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