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12.07.1902 - numero 14

Capi-crumiri che ci disonorano in Kiel

«Capi-crumiri che ci disonorano in Kiel

  • Cassetti Antonio di Caneva di Tolmezzo.
  • Caccitti Eugenio detto Zerin di Caneva di Tolmezzo.
  • Brovedani Giacomo di Tarvesio ex-presidente della sezione italiana dell'Unione Muraria di Mannheim.

A proposito dei primi due riceviamo da un compagno friulano residente in Berlino la seguente letterina:

Caro "Operaio Italiano"
Desidererei avere o sapere la paternità del crumiro Cassetti Antonio. Quella del crumiro Caccitti Eugenio non mi fa bisogno, poiché è conosciuto, e l'inverno scorso in Caneva andava dicendo a chi voleva e non voleva sentirlo che se le cose gli sarebbero andate ancora così bene fra qualche anno avrebbe potuto ritirarsi e non avrebbe più avuto bisogno di fare il crumiro (testuale).
Quel crumiro farebbe bene a sostenere sua madre, e a non lasciarla andare per le strade di Tolmezzo elemosinando; come pure a fare un poco di più il galantuomo (un crumiro galantuomo? Campa cavallino..., ché ogni festa viene chiamato in Tolmezzo da quei muratori che d'estate vanno con lui a tradire perché li paghi.
De Candido Gioacchino»

N.d.R. Non conosciamo la paternità del Cassetti Antonio. Sappiamo soltanto che è il tipo più perfetto dell'incettatore di crumiri, e che da anni non lavora che in luoghi in cui vi sono scioperi.
Quanto a ciò che ci racconta di quest'altro arsenaccio che si chiama Caccitti non ci meraviglia affatto. Crumiri capaci di fare il galantuomo non ve ne sono, e quei muratori hanno semplicemente quello che si meritano. Di lui e di loro si può dire quello che un proverbio dice dei ladri di Pisa: Prima rubano insieme, poi si leticano.
Costoro si fanno complici del Caccitti ne' suoi tradimenti: non si lamentino se poi egli, più furbo, tradisce anche essi alla loro volta. È la sorte di tutti coloro che si fanno complici di cattive azioni, e non hanno altro che ciò che si meritano.
E sempre sullo stesso soggetto stralciamo da una lettera di un altro bravo compagno friulano, che volentieri riporteremmo per intiero se imprescindibili ragioni di spazio non ce lo vietassero, i seguenti brani:

"Cari compagni troppo alla leggiera agite nel tradire i vostri fratelli che sono così buoni con voi, e dei cui sacrifici passati e presenti ritraete tanti vantaggi. Voi soffocate la causa più santa e ci riconducete al tempo in cui l'operaio veniva salariato con un pezzo di pane, e si vendeva come la merce al giorno d'oggi.
Voi pensate che tradire uno sciopero sia una cosa da nulla, che non rechi male a noi stessi; ma dimenticate che facendo il crumiro vi togliete il pane di bocca pel domani, v'inimicate i vostri fratelli, coloro che giornalmente s'affaticano per migliorare le nostre condizioni di lavoro. Colla vostra opera sconsigliata distruggete un lungo lavoro, aiutate i padroni, già tanto ricchi, alla vittoria, le leggi a diventar più crudeli, e lo sfruttamento senza pietà.
Eppure vi piace andare in luoghi in cui le condizioni di salario sono buone! Ma questi salari alti sono stati conquistati mediante lotte lunghissime e tenaci scioperi, movimenti di salario, ecc.
E voi, tradendo i vostri fratelli, distruggete tutto ciò, vi rendete odiosi, e vi fate disprezzare da tutti. Smettete di fare il crumiro, altrimenti siete dei selvaggi e verrete trattati come tali. Organizzatevi, ascoltate i compagni tedeschi, unitevi qui allo loro rivendicazioni e, in patria raccoglietevi tutti sotto un medesimo vessillo.
Saluti e solidarietà.
Vostro Giovanni Sguerzi."

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