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30.05.1903 - numero 11

Che cosa dicono i padroni degli operai italiani

«Quando ne hanno bisogno:
In un manifesto distribuito l'anno scorso dal Consorzio padronale a tutti gli imprenditori di Konigsberg in occasione dello sciopero dei muratori, e ripubblicato quest'anno nel suo organo ufficiale "Zentralblatt fur das Deutsche Baugewerbe", contenente i nomi e gl'indirizzi de' più famigerati conducenti di krumiri che in questi ultimi anni abbiano infestata la Germania, gli operai italiani sono dipinti così:

"Meno poche eccezioni gli operai italiani si sono mantenuti buoni; sono diligenti, attivi e sobri ...Resistono a lunghe giornate di lavoro e si contentano di poco, specialmente quando vien offerto loro la comodità di alloggio a buon mercato e sopra tutto non pretendono salari superiori a quelli in uso."

Dunque secondo il Consorzio padronale l'operaio italiano sarebbe l'operaio ideale fornito di tutte le buone qualità desiderabili. Ma vediamo un poco che cosa ne dicono
quando non ne hanno bisogno:
Sarà ancora senza dubbio nella mente di tutti lo sciopero di Kiel dell'anno scorso. Terminato la metà circa de' krumiri italiani partì subito e gli altri nelle settimane successive. A proposito di quest'esodo il giornale "Die Kieler Zeitung", organo dei padroni nel suo numero del 29 Agosto scriveva:

"Gli italiani lasciano Kiel a squadre numerose con gran soddisfazione degli operai edili cittadini. Pare che ai figli del sud non convenga più questo soggiorno pe' continui litigi che hanno coi loro colleghi tedeschi. D'altra parte in moltissimi lavori si sono dimostrati assolutamente insufficienti. Moltissimi non partono già volontariamente, ma perché i loro padroni li hanno licenziati".

Come è saputo in Germania il premio di assicurazione contro gl'infortuni sul lavoro è interamente a carico dei padroni, i quali, in cambio, amministrano le casse dei consorzi creati a questo scopo per mezzo di uomini di fiducia eletti da loro. Ora l'animosità di questi consorzi contro gli operai italiani è nota. Significativa è la motivazione di un controricorso presentato all'Ufficio supremo di assicurazione dal Consorzio di Elberfeld nella causa contro certo Romano nella quale fra le altre gentilezze dichiara immeritevole d'ogni considerazione i certificati dei medici italiani e dipinge gli emigranti italiani come parassiti della nazione tedesca

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