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08.08.1903 - numero 16

Incoscienza e malvagità

«La grande massa dei lavoratori, in forza di una falsa istruzione per taluni ed una mancanza assoluta di criterio per tanti altri, è oggi portata ad essere divisa in tre categorie: Coscienti – Incoscienti – Malvagi.
[…]

Se parlate loro di diritti da conquistare, di tariffe ed orari da stabilire, della funzione loro nella società presente, hanno sempre pronto il solito sofisma: "il mondo è sempre andato così, ed i padroni ci sono sempre stati e ci saranno sempre".
Questa categoria rappresenta gl'incoscienti, che la parte del krumiro non fa arrossire; sono più da compiangere che altro, perché la colpa non è tutta loro, ma bensì un po' di tutti; mancanza di nutrimento e di istruzione han reso ottuso o tardo il loro ingegno.
Compito nostro verso costoro si è di trovar modo d'intensificare la propaganda e di tenderla tanto piana, semplice e persuasiva da smuoverli dai loro pregiudizi e renderli militi coscienti nella lotta per la causa comune.
Volerli insultare e vilipendere non è altro che un forzarli ad essere sempre tali.

Quegli altri, quelli che sanno fare l'organizzato a seconda del proprio tornaconto, quelli cui avete magari tediato l'orecchio per molto tempo, coi ragionamenti più atti a persuaderli della necessità dell'organizzazione, e che vi hanno sempre risposto col dileggio e che all'ultimo momento, quando appunto l'agitazione arriva allo stadio acuto, cioè allo sciopero, li vedete venire ad iscriversi alla Lega che essi avevano derisa e schernita; questi presentano le stigmate della malvagità.
Essi non vengono attratti dallo spirito di solidarietà, ma bensì per godere del sussidio, che, stante lo sciopero della Lega, o meglio la Federazione, elargisce, spassandosi così d'una quindicina di giorni di riposo - che tante volte impiegano in altri lavori - senza stenti e sacrifici.
[…]

Avendo tutte le buone ragioni di credere che fanno il male sapendo di farlo e pel solo tornaconto, abbiamo torto a chiamarli malvagi?
Delle due specie qui sopra accennate ce ne ha offerto alcuni saggi l'agitazioni di S. Maurizio d'Oppaglio.
Un'altra specie, e la più perfetta del genere, è quella che ha le sue basi d'operazione all'estero. […]
Sono quelli della borsa o la vita, che leggono i giornali professionali, che sono al corrente del movimento operaio e non aspettano che il momento in cui lo sciopero giunga allo stadio acuto, per piombare colà coi loro trenta o cinquanta incoscienti e mettere il capestro al collo agli organizzati, i quali sono costretti a cedere o ai loro voleri o a quelli dei padroni.
Così hanno fatto a Viesbaden, a Spandau, a Kiel, ad Halle, ad Amburgo, ecc.
Così i Cassetti, i Della Martina, i Sticotti, si sono conquistati fra il proletariato germanico la popolarità e dal capitalismo una croce di cavalier serventi.
[…]

(Dall'Edilizia)
Pinfari»

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