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14.11.1903 - numero 23

Un contratto capestro

«I nostri lettori non avranno certamente dimenticato lo sciopero di Bromberg, e si ricorderanno ancora che in seguito all'intervento di tre centinaia di crumiri friulani condotti dagl'ineffabili Cassetti, Cacitti e Leonardo Sticotti – presidente quest'ultimo della società operaia cattolica di Amaro Carnico – e da altri… Pontelli minori, perduta ogni speranza di successo gli scioperanti dovettero cedere le armi ed arrendersi a discrezione dopo otto mesi di lotta, dopo aver esaurite tutte le risorse.
[…]
E non basta: hanno compilato ed imposto un contratto che dovrà restare in vigore fino al 31 Dicembre 1901 di cui ecco le disposizioni più importanti:

  • a) I sottoscritti muratori e carpentieri dichiarano sul proprio onore e sulla loro coscienza – e lo confermano firmando il presente contratto – di essere usciti dalle Federazioni centrali dei muratori e dei carpentieri della Germania con sede in Amburgo e s'obbligano di non farne parte neppure in avvenire e di non entrare in nessun'altra organizzazione con tendenze socialiste.
  • b) I sottoscritti muratori e carpentieri aderiscono alle Leghe locali de' muratori e de' carpentieri di Bromberga e dichiarano di sottomettersi ai loro statuti.
  • c) Si obbligano ancora a trattare collegialmente i muratori italiani e stranieri che i padroni ed imprenditori crederanno opportuno d'impiegare, di lavorare pacificamente con loro, di avere con esso de' rapporti amichevoli anche durante le pause e di astenersi dal muover loro rimprovero alcuno per la loro condotta durante lo sciopero.
    Se si verificassero degli inconvenienti per la causa accennata, coloro che vi fossero implicati potranno essere immediatamente licenziati.
  • d) Il consorzio de' padroni ha istituito un'Ufficio di collocamento, il quale fino a nuovo ordine avrà il suo ufficio di controllo al banco dell'imprenditore Carlo Rose*), Danzigerstrasse 29. I sottoscritti operai hanno diritto di scegliersi il padrone ed otterranno da esso previo accordo sulle condizioni lavoro nella misura del possibile. L'accettazione degli operai per parte de' membri del consorzio padronale avrà luogo soltanto in seguito all'indicazione dell'ufficio di controllo, senza il cui permesso nessun operaio potrà essere assunto sul lavoro.

Tutti i membri della Lega locale si obbligano di non lavorare a nessun patto con colleghi aderenti all'Unione centrale dei muratori tedeschi.
Se scuoprono che un loro collega e compagno di lavoro è membro di questa Lega socialista debbono denunziarlo al padrone o all'Ufficio centrale.

Le altre disposizioni del contratto si riferiscono ai salari e ad altre questioni d'ordine secondario, delle quali non merita conto di parlare. Aggiungeremo soltanto che il salario è fissato in 42 Pf. all'ora, fatta eccezione per gli operai di capacità mediocre, che non producono abbastanza pe' quali è ammesso l'accordo libero. Naturalmente il padrone soltanto avrà il diritto di giudicare se un operaio si meriti 42 Pf. all'ora o meno.
[…]

L'articolo c) del contratto fa supporre che gl'imprenditori di Brpmberg pensino di far venire dall'Italia anche la primavera prossima un certo numero di operai e probabilmente hanno già presi a questo riguardo degli accordi coi capi-crumiri Sticotti, Cassetti, Cacitti e compagnia bella.
[…]

*) Codesto signore è quel medesimo Carlo Rose che nella primavera scorsa fece un giro di tre settimane per i paesi della Carnia e del Friuli allo scopo d'ingaggiare dei crumiri. E che agli non isbagliava i suoi conti recandosi colà gli avvenimenti successivi l'hanno dimostrato ad esuberanza.»

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