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02.07.1904 - numero 12

Pidocchi e cimici

«Giovan Battista Petri cacciato via dai padroni di Rathenow per incapacità e sostituito da Antonio Milanese unitamente al suo compaesano Petrelli fattosi conoscere a apprezzare l'anno scorso dai padroni di Meklenburg, ha offerti i suoi servizi e quelli d'una banda raccogliticcia messa insieme nella provincie renane e in Westfalia fra gli scarti dell'emigrazione, ai padroni di Bremerhaven e di Geestemünde i quali naturalmente li hanno accolti tutti a braccia aperte.
Siamo sicuri che fra un paio di settimana e forse anche prima gli entusiasmi di que' signori saranno sbolliti, come sono sbolliti quelli degl'imprenditori di Rathenow.
La pleiade de capi-crumiri che onorano il Friuli a Königsberg si è accresciuto d'un nuovo nome, quello del signor Pietro Cecon di Rigolato.

E di un altro ancora de' più bacati prodotti dell'emigrazione italiana ci porta oggi notizia la posta, cioè del famigerato Daniele Soravito di Liaris (Ovaro) il quale insieme al suo cugino Ilario Soravito, e un certo Fabris Virgilio pure d'Ovaro e a un banda composta di altri tre loro compaesani e di sei boemi, è comparso a Tharndt domenica 22 Giugno diretto a Wildruf ove ci è uno sciopero.
De' compagni organizzati italiani e tedeschi hanno cercato di persuaderlo di non tradire i colleghi in lotta; ma ai primi non ha risposto e cogli altri ha fatto le viste di non sapere il tedesco… Lui, poverino, che da dieci e più anni fa il capo crumiro non già per una speciale abilità nel suo mestiere, ma appunto perché sa il tedesco, come lo dimostrò poi alla stazione telefonando alla polizia la quale, si capisce bene, si mise subito a sua disposizione.

Il muratore Lanfrit Antonio di Domenico - Casiacco di Vito d'Asio - ci scrive da Wartein dichiarando che egli non ha nulla di comune col Lanfrit Antonio citato nella lista de' crumiri di Rathenow pubblicata nel N° 10 dell'"Operaio Italiano". Egli è organizzato e mai in vita sua neppure per isbaglio ha fatto il crumiro.»

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