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30.07.1904 - numero 14

Pidocchi e cimici

«I crumiri di Bremerhaven-Lehe e di Geestemünde dei quali nel numero prossimo cominceremo a pubblicare i nomi come in questo facciamo per quelli di Königsberg, pare che non abbiano troppo da lodarsi del trattamento che nella clausura alla quale sono condannati dalla loro incoscienza vien loro fatto per parte de' padroni.

Infatti la settimana scorsa furono visitati da un missionario, il quale nella relazione sul suo viaggio scrivendo di loro fra le altre cose osserva: '… Ho visto i loro giacigli… li chiamano tali perché non meritano il nome di letto quattro assi con 10 cm di paglia in un sacco… e non ho potuto fare a meno di compassionare i nostri poveri emigranti e far voto che vengano più umanamente trattati. Credo che al mattino saranno più stanchi di quando vanno a coricarsi...'

La descrizione è sconfortevole, ma non possiamo condividere la compassione di quel sacerdote perché que' 200 crumiri circa hanno proprio ciò che si meritano.

Non si sono posti al sevizio de' padroni per conquidere gli operai del luogo a rendere illusorie le conquiste fatte nelle lotte precedenti, riportare le condizioni del lavoro a quel che erano 10 o 12 anni fa? O di che si lamentano allora?

I padroni fanno anche troppo per essi e dimostrano una volta ancora che dei traditori se ne servono volentieri fino a tanto che fanno comodo, ma li disprezzano dal fondo dell'anima.
[…]»

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