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10.09.1904 - numero 17

Lasciando il martello…


Agli operai del "Friuli"!
da Lipsia 28 agosto 1904
Compresa la necessità che una buona volta anche gli "operai" Friulani si organizzino, si uniscano in una forte indissolubile compagine, sento il dovere di rivolgere, di dedicare queste poche righe al proletariato che purtroppo ancora vive nella noncuranza del proprio domani.
Ma su adunque, uomini friulani, coraggiosi operai, eroici muratori, scuotete quell'apatia, quel torpore che ancora vi opprime; è giunta l'ora, operai friulani, di unirci tutti sotto una bandiera, sotto quel vessillo circonfuso d'ineffabile luce, che né volger di tempi, né odio e persecuzione di questurini varranno a far piegare giammai.
È spuntata, s'espande, irrompe per ogni dove l'idea socialista!
Dalle arse officine alle sale dei cotonifici e delle manifatture, ai campi bruciati del sole, dove regna la pellagra fino alle risaie dove la febbre uccide, dappertutto risuona il verbo socialista e porta il conforto, la consolazione al misero proletario, che fino a ieri servo dimesso, si è innalzato sicuro di se stesso, cosciente della propria forza, alla quale invano la borghesia spaventata oppone le baionette, facendo irrigare di sangue quel suolo fecondato dal sudore di tante generazioni operaie!
Disertate, operai, i confessionali ove il prete v'insegna la via della stupida rassegnazione; opponete il vostro disprezzo alla propaganda ch'esso cerca di esercitare fra voi, volgetegli le spalle perché quando esso vi parla vi offende!
Ero anch'io cattolico, ed ora sono divenuto socialista, poiché ho compreso che il socialismo soltanto potrà cancellare le ingiustizie e le diseguaglianze sociali, perché difendendo l'idea, combattendo, lottando per la gran causa sento di compiere il mio dovere. Soltanto l'organizzazione dei lavoratori a poco a poco farà scomparire l'iniquità che oggi ancora divide la famiglia umana in ricchi e poveri, padroni e servi, sfruttatori e sfruttati, stabilirà la legge del lavoro per tutti e assicurerà ai nostri figli l'educazione, l'istruzione, il lavoro, e la giusta ricompensa delle loro fatiche.
Dunque compagni operai! venite fra i lavoratori, venite fra i socialisti, qui troverete i veri fratelli che vi porgeranno lealmente la mano e vi chiameranno affettuosamente fratelli, che vi parleranno del vostro avvenire, che vi richiameranno sulla bocca quel sorriso troncato dal rimprovero severo e dalla punizione del… Pfenning degli attuali capit… e vi faranno travedere quel domani, che invano spererete se inoperosi ed inerti.
Non temete persecuzioni perché la prepotenza e la tracotanza hanno fatto il loro tempo, non temete per le vostre famiglie che sarebbero più sicure che adesso, non tremate alle fanfaluche del prete che vi fa travedere i tormento dell'inferno, che vi dipinge i socialisti come figli di satanasso! Uniamoci compagni "operai" compatti e solidali, organizziamoci, seguiamo la via del progresso e della civiltà, e il precetto di Cristo di amar Dio, (cioè il bene e la giustizia) ed il prossimo come noi stessi senza distinzione di nazionalità né di razza!
Seguiamolo dunque coraggiosamente, là in fondo sull'orizzonte rosso spicca a caratteri di fuoco una frase "uno per tutti tutti per uno"! E in questa marcia trionfale, segnando l'orizzonte con un dito, diciamo ai nostri figli: quella sia la vostra divisa, quello sia il moto che posto in pratica vi farà uomini onesti!
Lasciamo dunque gli scioperi in pace e auguriamo che ogni compagno porti sempre la palma della vittoria!
Fratelli, Compagni, seguite il consiglio, la preghiera, l'esortazione di chi ha da ben poco tempo acquistata una fermezza di propositi che non finirà mai!
G.D.S. di Vuezzis»
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