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24.09.1904 - numero 18

Voci friulane contro il crumiraggio


«(dal Friuli)Rigolato, 24 Agosto
Tengo sott'occhio L'Operaio Italiano di Berlino ed il cuore mi sanguina leggendo l'infinita schiera di crumiri nello sciopero di Königsberg, tutti italiani e per di più friulani.
L'unica lotta che dovrebbe esservi a questo tempi dovrebbe essere quella dell'emancipazione dell'operaio, della rivendicazione dei suoi diritti; rivoluzione che si dovrebbe compiere in nome dell'associazione, e che darebbe – compiendosi – un elemento di vita al progresso morale delle generazioni, un nuovo pegno di forza al nostro sviluppo politico, un nuovo impulso alla produzione.
Ma invece di ciò siamo costretti ad assistere alla lotta civile fra operaio ed operaio, ad una lotta indegna e vigliacca.
Continuando ciò, che ne avremo?
Il disonore del nostro nome, il boicottaggio dell'italiano – ed in ispecial modo del friulano – dal territorio estero; quindi non più tanta emigrazione (unico modi di sostentamento delle nostre popolazioni) ma invece:
"La miseria che paralizza, che ottunde, che perverte spirito e corpo; la miseria – di cui il Ferri con la magia della sua parola ha fatto un quadro così spaventosamente vero – rende inerte le masse ed insensibili; le amministrazioni e le opere pienel cui ingranaggio si annidano gli sciacalli del buon sangue del popolofunzionano anarchicamente; il Proletariato, il Boviano quarto stato storico, non è là; giudice e controllo vigile sui mestatori della pubblica cosa, l'interesse dei singoli, dei pochi, prevale e trionfa."
Dov'è l'uscita?
Noi che conosciamo il male, che lo conosciamo in tutta la su sconfortante estensione, sappiamo che le cause di questo grandissimo male sono facilissime a rimuoversi; perciò scendiamo in campo e lanciamo in faccia ai pochi dispersi il motto:
Organizzazione!
Organizziamoci, facciamo nostre, e mettiamo in pratica, le parole di un grande statista inglese, Gladstone che disse essere questo il secolo dei lavoratori e della civiltà.
Facciamo comprendere a questi ignavi tutto il male che fanno – oltre alla loro classe – anche alla nostra cara Patria;
che dall'organizzazione, dalla somma delle singole energie, nascerà certamente tutto il bene che a noi manca;
che le pretese degli scioperanti sono sempre giuste, oneste;
che il loro modo di agire è da traditori e che essi sono considerati come tanti Giuda.
Adoperiamoci seriamente onde questo gran malanno che ci disonora e danneggia, scompaia;
facciamo che si segua e si ispiri alle nobilissime idee espresse dal prosindaco di Udine ed allora saremo benvisi ovunque, non avremo più lotte civili ed indegne del secolo XX, e potremo celermente procedere al raggiungimento dei nostri scopi, alla rivendicazione dei nostri diritti all'eguaglianza sociale.
E pensando al giorno della nostra unione, dirò con Francesco Pucci:
Innanzi agli occhi desiosi già si delinea, ne l'avvenire non lontano, il sogno magnifico di resurrezione…
Zampilla intorno la vita… lungo i solchi, che il vomero forma ed il sudore abbevera, ne le pianure mefitiche, su pei monti ove indura il grano ai ricchi, … il sole irradia gloriosamente fecondo: il rumore dei germi si fonde in un bacio immenso…
Tutto un popolo d'ombre fatti uomini – forte de la sua coscienza civile – s'avvia… s'avvia…
Dove?
… A chiedere a la Vita le sue leggi; al Progresso le sue riforme; al Mondo intero la giustizia de' propri diritti."
Il nostro motto sia adunque. Abbasso il crumiraggio e organizziamoci!
Veritas»
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