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22.10.1904 - numero 20

Lasciando il martello… Istruzione e crumiraggio

«Lettera aperta al Sindaco di Rigolato.

Egregio signore!
Gratissimo pe' nobili sentimenti che dimostrate verso la classe alla quale mi onoro di appartenere, e convinto che le sferzate morali colle quali giustamente avete colpiti quegli operai che sono sempre refrattari alle nuove correnti d'idee che traversano il mondo, e che colla più evidente mala fede tradisco i loro compagni di fatica in lotta per procacciare a sé e agli altri delle condizioni di lavoro più umane e decorose, attirando così sul capo di noi tutti, colpevoli e non colpevoli, il disprezzo e l'antipatia delle popolazioni operaie colle quali dobbiamo vivere e lavorare, non mancheranno di portare i loro frutti, permettetemi che a mezzo di quello stesso giornale che si è fatto portavoce del disgusto che giustamente provaste nell'apprendere che i crumiri che disonoravano la loro patria a Königsberg i. P. erano in prevalenza del nostro comune, vi presenti alcune considerazioni atte, se non propriamente a giustificare o ad attenuare, a spiegare almeno la condotta di quegli incoscienti, assai più infelici che cattivi.
La vera radice del male è l'ignoranza! Voi sapete bene, egregio signore, in quali condizioni tristissime i nostri operai vadano all'estero, strumenti ciechi nelle mani di certi furbacci, più vampiri che uomini, rasseganti ad ogni privazione e disagio, dopo aver trascinato in paese un'esistenza meschinissima, priva d'ogni conforto e d'ogni incentivo atto ad elevarne l'intelligenza ed il morale.
È l'ignoranza quindi che va combattuta con tutti i mezzi disponibili e colla massima energia, se non si vorranno più vedere gli spettacoli dolorosi ed umilianti di cui è stato quest'anno teatro Königsberg i. P., l'anno scorso Bromberg, due anni fa Kiel… e così di seguito.
Ma tutto sarà inutile, e vane saranno le proteste di un unico membro del consiglio comunale di Rigolato fino a tanto che questo rifiuterà agli operai un locale per impiantarvi durante i mesi invernali una scuola serale, nella quale essi possano perfezionare alquanto quel po' d'istruzione che hanno ricevuto nelle classi elementari, imparare a distinguere i loro veri interessi e quale condotta debbano tenere all'estero per essere rispettati e ben visti, per concederlo invece, come avvenne l'inverno scorso, ad una società di filodrammatici perché possano studiare più comodamente le commedie che vogliono rappresentare sul teatro, come se il divertimento di pochi avesse più importanza dell'istruzione di molti.
Perdoni, egregio signore, la mia franchezza, ma con tutto il rispetto che ho per quel consesso, a me sembra che tale deliberazione sia frutto di quelle medesime condizioni nelle quali, come accennato sopra, ripete la sua origine il brutto fenomeno che tutti deploriamo.
Dunque combattiamo l'ignoranza in tutte le sue molteplici forme e dovunque si annidi senza riguardo a persone, ed è certo che verrà il giorno in cui il crumirismo rigolatese non sarà più che un ricordo.
Con animo grato mi segno
suo compaesano
emigrato a Freiburg (Baden)»
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