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31.12.1904 - numero 25

Pidocchi e cimici

«Ursus insieme alla corrispondenza da Kappelrodeck pubblicata in altra parte del giornale c'invia anche l'originale d'una lettera dell'ex-fiduciario della sezione di Ottenhöfen Giovanni Pillin di Castelnuovo del Friuli in data del 12 Ottobre scorso, cioè al tempo dello sciopero degli operai della ditta Kiederle a Grafenhausen colla quale invitava uno scalpellino suo conoscente a raccoglier gente e a recarsi a lavorare nella cava boicottata, cioè, né più né meno, cercava d'ingaggiare de' crumiri. In una nota poi Ursus aggiunge che il detto Pillin è diventato ora un ardente bonomelliano e che è, si può dire, il maggior amicone che i preti della Patria di Friurgo contino da quelle parti.

Non lo invidiamo loro!
Ricordiamo questo Pillin ardente propagandista per l'organizzazione, fiduciario della lega degli scalpellini di Ottenhöfen, delegato al congresso di Erfurt, ove non si stancava di ripetere che bisognava essere più energici contro i preti e offriva del materiale per un paio di articoli a proposito della visita a Waldulm di un delegato dell'Opera di assistenza.

Di ritorno, poche settimane dopo il congresso, dové abbandonare la carica per motivi di natura assai delicata.

Dopo in invece di riconoscere il suo torto e tentare di riabilitarsi nell'opinione de' suoi colleghi si è fatto radiare per morosità. Ed ora la lettera in parola ce lo rivela cercatore di crumiri e traditore de' suoi compagni nonché… bonomelliano!

È su per giù la medesima parabola percorsa dall'Avv. Tagliacarne – alias Picchioni – e dall'onesto Olivetti! Anche il Pillin come già il primo dopo le truffe e le condanne in Italia e il secondo dopo l'espulsione dal circolo socialista di Ginevra per motivi pure delicati, era maturo pel bonomellismo!

Buon prò!»

 
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