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07.05.1904 - numero 8

Un operaio friulano contro il crumiraggio

«Da un bravissimo compagno friulano riceviamo la seguente lettera:

Carissimo Operaio
Lessi in un giornale del Friuli i nomi di alcuni crumiri friulani, i quali non hanno alcun rossore di fare quel mestiere. Non capisco però come vada loro sempre bene, poiché qualche volta poi anche i colleghi tedeschi perderanno la pazienza e li cacceranno via come cani rognosi; e con ragione perché mentre essi tentano e fanno de' sacrifici per elevare i salari, i crumiri da veri boia tentano di mantenerli bassi. Ma via cari provinciali, non fate più quel mestiere e prendete una buona volta la via del progresso perché se la maggioranza de' lavoratori facesse come voi non si tarderebbe a ricascare nella condizione degli antichi schiavi.
Per darvi un esempio, caso mai non l'aveste letto nel giornale il "Friuli" del 12 e 16 Marzo corrente anno vi racconterò che cosa hanno fatto gli operai di Forni di sopra, paese che si trova fra le montagne ove nasce il Tagliamento, perché possiate prenderne esempio.
Essendo il paese di montagna vengono delle grosse nevicate, ed un buon numero di operai sono occupati durante l'inverno alla spalatura della neve. Ai primi di Dicembre l'emigrante Elia d'Andrea invitò questi operai ad una conferenza durante la quale tutti si misero d'accorso di domandare quest'anno un compenso maggiore per lo sgombero delle nevi. L'impresa con telegramma promise l'aumento richiesto, ma quando si fu al pagamini fece da scordato e gli operai rifiutarono di ricevere lo stipendio offerto.
Per ben tre mesi que' poveri operai lavorarono nella neve senza ricevere il becco d'un quattrino, scioperando 5 volte, tre per l'aumento e due pel pagamento. Ritardando l'impresa di rispondere definitivamente ai loro reclami que' miseri telegrafarono a tutte le autorità e perfino al re. Ma non ebbero risposta. Ciononostante in grazia della loro unione e solidarietà finirono col vincere.
Eppure non ci mancarono i crumiri come voialtri, i quali avendo paura dei fulmini del sole lavoravano di notte colle lanterne, rubando così come lupi il pane agli altri colleghi. Oh che mestiere infame è quello del crumiro! nel vocabolario degli improperi non ve ne è uno solo atto a qualificare come si meriterebbe un'azione così brutta. Su via, compagni di lavoro, prendete una buona volta la via onorata del progresso.
Ne' giornali ho letto degli articoli, dovuti certamente alla penna di qualche crumiro, in cui si cercava di scusare l'azione infame col dire che in Italia vi è mancanza di lavoro. Ebbene, fino a tanto che sarete disorganizzati non otterrete niente!
L'organizzazione soltanto può condurre sulla via del progresso.
Per l'inverno prossimo nel mandamento d'Ampezzo si sta organizzando fra gli elettori una petizione per essere autorizzati ad avere le elezioni municipali nei mesi di Dicembre e di Gennaio. Così potremo mettere al potere persone che abbiano a cuore gl'interessi degli operai elettori, le quali faranno nuove leggi a nostro favore e potremo passare qualche mese di più in Italia.
Per oggi basta. Saluti fraterni.
E. d'A.

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