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19.08.1905 - numero 13

Pidocchi e cimici

«Come fanno.
A proposito del mancato sciopero di Halle s.S:, rimesso a tempo più opportuni specialmente pel timore de' soliti vili mercenari e dello sciopero di Dessau finito per colpa loro con una sconfitta, alcuni compagni organizzati ci scrivono da Halle:

>Ai primi di Febbraio una compagnia di muratori ordinata dal conosciutissimo imprenditore quasi milionario agente di crumiraggio Daniele Marin venne dal Friuli a Leipzig per eseguite certe costruzioni ferroviarie.
Il salario promesso era di 50 Pf. al giorno e l'orario di 10 ore.
Ma cominciati i lavori dovemmo presto accorgerci che in fatto d'orario almeno stata
"lunga promessa con attender corto"
poiché eravamo costretti a lavorare 10 ore e 1/2 e anche 11 ore, senza contare che l'orologio pareva ammaestrato e andava a mena-dito secondo la volontà del signor Luigi Fabrici e che questi in fatto d'orario soffriva straordinariamente alla memoria.
E i salari? Già si dové stare cinque settimane senza vedere la croce di un centesimo, tanto che parecchi di noi non avevano neppure più da pagare il quartiere. Poi al momento di fare i conti dovemmo accorgerci che questi non venivano regolari in base al salario promesso, ma a uno variabile da 3 a 48 Pf. e che per le ore straordinarie non si ricavava neppur tanto da pagare i sigari, come si suol dire.
Cinque muratori cominciarono la fugatura della rimessa del Berliner Bahnhof costretti dal soprannominato L. Fabrici di lavorare a contratto; ma il prezzo lo sapeva lui soltanto...
E uno de' muratori che glie ne aveva fatta richiesta sentì rispondersi: ‹Se vi pare così, buono, altrimenti potete trovarvi piazza›.
Il Sabato successivo i cinque fugatori, dietro ordine ricevuti due giorni prima si fecero il biglietto e se ne partirono.
Venne poi lo sciopero di Dessau quanto mandarono in giro per tutta la Boemia per cercare de' crumiri. A Halle, mandato dal signor Daniele Marin, venne il signor Gerometta Giuseppe di Anduins offrendo – se volevano recarsi con lui a Dessau – 60 Pf. all'ora e tutti gli risposero: ‹Noi altri muratori non vogliamo guadagnare così in una volta tanti soldi col pericolo di mandare in rovina il tuo padrone; ci contentiamo dell'onesto guadagno che abbiamo qui e non ci moviamo›.
E si rimase tutti meno un suo compatriotta, certo Buliani Domenico che si lasciò prendere al laccio de' 60 Pf. all'ora. Li avrà avuti?
Fatto ed approvato dalla compagnia di Halle
Seguono le firme

Capi-crumiri nuovi?
Eppure l'industria del negriero e del capo-crumiro deve avere delle attrattive speciali sconosciute alla comune degli uomini, perché nonostante l'infamia che giustamente la circonda ad ogni piè sospinto se ne incontra qualche nuovo, e quasi quasi si sarebbe tentati di credere che per ogni uno che smetta ne sorgano dieci a prenderne il posto.
Anche oggi dobbiamo mettere alla gogna un paio di questi bravi messeri che tanto onorano il loro paese e sono i fratelli

  • Lodovico De Caneva e
  • Giacomo De Caneva

di Liariis in comune di Ovaro che esercitano la loro industria nella provincia di Sassonia, Quest'anno hanno condotta una compagnia di muratori a Leisnick, ove vi era sciopero, dopo essersi distinti assai anche allo sciopero di Nossen.
Questi due signori sono poi anche de' così detti mangia Pfennig e cercano di trappolare gli operai dove possono cominciando dal salario e finendo agli oggetti di cucina, complice il capo-cucina Valmassoni Francesco di Ovaro.
Ah! povero ingenuo! Altro che umanità cittadina ci vuole per correggere questi malfattori! Siete voi che li dovete costringere a fare i galantuomini, organizzandovi, non andando più con loro e boicottandoli da per tutto all'estero e a casa!

Un altro capo crumiro nuovo, o che per lo meno finora era restato nell'ombra in confronto de' suoi grandi concorrenti Cassetti e Daniele Marin il serbo, dev'essere quel certo

  • Lorenzini Giov. Batta d'Ampezzo (Carnia) il quale pochi giorni fa ha condotta una squadra di ‹volenterosi› a Wanne presso Essen. Avvertito che vi era la serrata ha risposto che egli non ne sapeva nulla.

Non ne sapeva nulla lui! Più bugiardo di un bonomelliano che è tutto dire!
Brutta capitò al famoso crumiro Cozzi Pietro di Peonis il quale giunto a Neumühl per organizzarvi una squadra di crumiri per Remscheid vi fu accolto dai muratori organizzati tedeschi e italiani a fischiate e ad urli, tanto che dové ripartirsene immediatamente senza aver trovato nessuno che volesse seguirlo.

Un crumiro laborioso
è l'ideale del lavoratore pe' padroni dev'essere un certo Del Tato Sante di Castelnuovo (Friuli) che lavora a Brambauer sulla serrata come muratore di giorno e di notte a portar mattoni e calcina!

Traditori friulani che disonorano l'Italia a Lübeck

Antonipieri Daniele di Enemonzo
Ariis Maurizio  " Raveo
Ariis Felice  " Raveo
Bellina Giacomo  " Venzone
Bertoli Pietro  "  ?
Casarga Luigi  "  ?
Cimolino Attilio  "  ?
Contardo Attilio  " Dignano
De Pauli Angioli  " Enemonzo
Galante Angiolo  "  ?
Galante Giov, Batta  "  ?
Larice Giuseppe  "  Tolmezzo
Larice Luigi  "  "
Lettig Domenico  " Resia
Lettig Antonio  "  "
Marangoni Massimo           " Lestizza                
Tessai Giuseppe  "  ?  
Toch Giuseppe  " Forni Avoltri
Vidale Luigi  " Tolmezzo

A Itzehoe

Bonanni Luigi Pesamosca Giuseppe        
Montignati Pietro        Pesamosca ?
Rota Olimpio Di Bernardo Michele

Il capo della banda di Itzehoe, quello cioè che ebbe l'abilità di scuoprire il nuovo campo in cui esercitare la sua abilità crumiresca e che vi attirò poi un gran numero di compaesani nascondendo spudoratamente la verità e ingannandoli è per l'appunto il Di Bernardo Michele. I Pesamosca sono padre e figlio e – se non erriamo – sono di Chiusaforte.»

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