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25.11.1905 - numero 20

Corrispondenze

«Langenberg (Risveglio). Il 29 Ottobre per iniziativa dell'organizzazione operaia di Hattingen ebbe luogo nella Germania Saal una grande riunione alla quale erano stati invitati operai di tutti i mestieri. Dato che in Hattingen e dintorni vi sono occupati più di un migliaio di italiani non si può dire che il loro concorso fosse molto grande. Pe' tedeschi parlò il compagno Win. Pfemper di Düsseldorf che espose i progressi che aveva fatta l'‹Unione muraria› dal 60 in poi e i servigi che aveva reso al proletariato edile. Agl'italiani parlò il compagno Elia D'Andrea esponendo la dolorosa via Crucis che gli emigranti erano costretti a fare tutti gli anni per guadagnare un pezzo di pane per sé e per la famiglia. Spiegò come se gli operai fossero tutti organizzati avrebbero potuto domandare ed ottenere senza grave sacrificio un aumento del salario che in tutta la stagione ognuno avrebbe potuto con meno fatica mettere da parte 160 M. di più, somma che avrebbe loro permesso di stare a casa la primavera prossima un mese di più. Richiamò l'attenzione di tutti sul fatto che i muratori tedeschi dopo sei giorni di lavoro, la domenica possono andarsene a spasso colla loro famiglia, mentre per gli esiliati italiani, avendo le famiglie lontane, tutta la vita si racchiude nelle due parole; lavoro e letto, e letto molto duro. A quest'uscita tutti risero perché in Hattingen parecchie centinaia di operai italiani dormono nelle baracche degli imprenditori su dei semplici sacconi di paglia stesi in terra e con una coperta sola, ammucchiati come le salacche nel barile, pagando per tanto lusso 15 Pf. per notte. Parlò poi della teoria de' tre otto: otto ore di riposo, otto di lavoro e otto di svago e ricordò il vaticinio dello statista inglese Gladstone che questo sarebbe stato il secolo degli operai. Criticò poi il sistema de' forti ribassi negli appalti e disse che se gli operai fossero tutti organizzati e quindi in grado d'impedire la speculazione in ribasso sulla mano d'opera tali sconci sarebbero impossibili.
Spiegò come l'Unione muraria centrale di Amburgo soltanto ha combattute le grandi lotte pel miglioramento delle condizioni materiali e morali degli operai edili e non l'organizzazione demo-cristiana come afferma bugiardamente un manifesto che era stato distribuito alcuni giorni prima, lotte per le quali ha sacrificato in tutto il tempo più di 20 milioni.
Chiuse invitando i compagni e i colleghi ad unirsi ai tedeschi per difendere più efficacemente il loro diritto.»

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