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09.12.1905 - numero 21

Pidocchi e cimici.

«Un amico di scrive invitandoci a pubblicare i nomi dei dodici crumiri di Lübeck, de' quali abbiamo riportato nel numero scorso le fotografie. Non possiamo contentarlo interamente perché ci mancano ancora quattro nomi; ma intanto pubblichiamo quelli che conosciamo, cominciamo dalla seconda fila – quelli in piedi – procedendo da sinistra verso destra.

Gottardis Giov. Batta di Ovaro
Del'Oste Giov. Batta Fuga di Liaris (Ovaro)
Gonano Pietro di Lenzone
    ?          ?          ?
    ?          ?          ?
    ?          ?          ?

In prima fila (seduti), sempre procedento da sinistra verso destra troviamo:

 7° Collinassi Carlo di Maranganis (Comeglians)             
 8° Menegon Antonio di Mieli (Comeglians)     
 9° Taraschi Evangelista di Comeglians     
10°     ?           ?  (cuoco)    ?
11° Stua Lino di Maiaretto (Comeglians)
12° Menegon Fioretto di Mieli (Comeglians)

Ancora il famigerato Zerin.
Un amico ci scriva da Waldheim alcune nuove prodezze del capo-crumiro Cassetti di Caneva di Tolmezzo, il quale in primavera si trovava a Freiberg durante lo sciopero con 50 uomini. Egli racconta che ogni muratore per aver l'onore di tradire i suoi colleghi tedeschi lavorando con lui doveva pagargli 3 M. Poi che gl'imprenditori pagavano a lui 45 Pf. per muratore all'ora, e che egli ne dava loro appena 33. Altre cose ci racconta delle cucine, e conclude che egli è tornato a casa con un buon numero di biglietti da mille.
Per parte nostra non abbiamo da aggiungere che una sola considerazione: Il Cassetti di Caneva e i suoi metodi di sfruttamento e di tradimento sono ormai conosciuti in tutta la Carnia e il Friuli. Li abbiamo più volte illustrati sul giornale e più ancora ne' giri di propaganda fatti l'anno scorso nelle loro vallate.
Se nonostante ciò trova ancora degli imbecilli che si lasciano condurre da lui al tradimento e truffare nel modo indicato non sappiamo davvero compiangerli. Gli avvertimenti non sono mancati e chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.
Quei 50 uomini erano crumiri pur loro!
Essi degni di lui e lui degni di loro|

A uno che protesta

Da Oberhausen un certo Leonardo Danelon ci scrive:

Avendo osservato che il suo giornale N° 20 in data 25 Novembre a. c. e – non essendo io crumiro – vidi il mio nome sul giornale anzidetto, imputato di atti di crumiraggio. Osservano bene la paternità, altrimenti proteggerò il mio onore.

Anziché minacciare di ‹proteggere il suo onore› avrebbe fatto meglio di domandarsi se egli è o non è l'ex-socio dell'Unione muraria – libretto No. 292 739 – espulso dalla sezione di Herne-Recklinghausen. E se è ci saprebbe dire allora perché i suoi colleghi e compagni l'hanno messo alla porta? E se non è, perché si lamenta? Non abbiamo mica l'ufficio di stato civile del suo comune a nostra disposizione e della paternità non ne sappiamo nulla. A buon conto egli medesimo non ci dice neppure la sua.

[...]»

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