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29.04.1905 - numero 5

Pidocchi e cimici

O la borsa o la vita.

«Da alcune settimane la simpatica città di EisenachThüringen segue con crescente interesse la lotta che vi si combatte fra il Consorzio padronale e la Sezione locale dell'"Unione muraria".
[...]

E le condizioni in cui gli operai furono costretti ad accettare la lotta non sarebbero neppur state cattive, se non vi fosse sempre di mezzo quel fattore che si chiama krumiro friulano, perché il lavoro è tutt'altro che scarso in Eisenach.
[...]»

Viene riportata una lettera dei crumiri, con la quale sembrano chiedere soldi per andarsene. Si parla di 60/70 crumiri.

«Questa lettera è chiara in una cosa sola, cioè che i crumiri vogliono de' bezzi altrimenti ritornano al lavoro. Pare poi che il padrone, quantunque in Eisenach non vi sia l'obbligo di disdetta, si rifiuti di pagare a coloro che sarebbero disposti a partire il salario pel lavoro già fatto. Questa perla di imprenditore che raccomandiamo a tutti gli operai italiani, crumiri e non crumiri, è l'imprenditore Herwagen.

E i capi? I nomi de' capi non sono tutti nuovi. Fra gli altri notiamo quello di Roberto Puschiasis di Ludaria (Rigolato) fratello di quel Daniele Puschiasis muratore-sarto che si rese celebre nello sciopero di Lipsia del 1898, in quello di Kiel e in altri ancora; poi un certo Cassetti di Caneva di Tolmezzo il quale per condurre via la sua gente ha domandato 50 Mk per sé e 5 Mk. per ogni uomo, i quali naturalmente pure dovrebbero essere consegnati a lui. Che sia il famigerato Zerin? In questo caso le 5 Mk. ove i compagni di Eisenach fossero così cretini da darglieli andrebbero a raggiungere le famose 65 a testa che un paio d'anni fa ebbe da un noto imprenditore di Kiel perché le consegnasse ai suoi uomini. Poi si nota un certo Pietro Peresson, poi un Di Sopra (non sappiamo ancora quale, perché ci ripugna di credere che sia quello indicato nella corrispondenza) ed infine il solito uccellaccio di rapina: abbiamo nominato Giov. Gaier da Collina nel comune di Rigolato.

Nel prossimo numero pubblicheremo i nomi de' crumiri rimasti sul luogo. [...]»

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