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13.05.1905 - numero 6

Pidocchi e cimici

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Bonomelliana

Da qualche settimana gl'imprenditori edili di Eisenach i.Th. hanno proclamato la serrata di tutti gli imprenditori edili.
Anche questa lotta, come già quelle di Königsberg, di Kiel, ecc. ha avute delle origini molto umili, ed in questa come in tante altre si scorge lo zampino crumiro de' bonomelliani di Freiburg. Verso la metà del Febbraio ultimo scorso uno de' maggiori imprenditori di Eisenach, certo W. Heerwagen, diminuì arbitrariamente il salario di 3 Pf. all'ora, e prevedendo che i suoi operai non sarebbero stati contenti di questa misura pensò bene di premunirsi inviando al giornale bonomelliano di Friuburgo – la cui opera fra i padroni più forcaiuoli è maggiormente apprezzata di quella del famigerato Otto Thomas di Halle – uno dei soliti avvisi crumiri, così concepito; ‹Un caposquadra (polier) con una compagnia di 10 fino a 20 buoni muratori per costruzioni in mattoni e pietra è ricercato per l'estate 1904 – Rivolgersi al signor W. Heerwagen Architekt und Maurermeister in Eisenach i. Th..› (Patria N° 7)
Ognuno può immaginarsi l'effetto di tale avviso, e in quella stagione? Le offerte piovvero, e il signor W. Heerwagen credendo d'avere ormai tutte le carte in mano e sicuro del fatto suo mostrando le offerte numerosissime ricevute e che sembravano garantire un buon concorso di crumiri italiani, indusse gli altri imprenditori a far causa comune con lui e la serrata generale fu proclamata!
Naturalmente arrivarono anche gli annunziati operai italiani. Però fortunatamente non erano tempre vere di crumiri, tanto che ai nostri colleghi di là riuscì a farli ripartire quasi tutti. Con grande sacrificio della cassa però, perché disgraziatamente i nostri emigranti quasi tutti anche quelli che per nulla al mondo farebbero i crumiri, non hanno poi nessuno scrupolo di succhiare la cassa dello sciopero, e anzi credono che questo sia un diritto loro e che i tedeschi abbiano l'obbligo di rifarli pecuniariamente del gran sacrificio che essi compiono facendo il lodo dovere d'operai coscienti ed onesti. Non riescono a comprendere la verità elementare che fare il crumiro – cioè rafforzare la resistenza padronale – e succhiare la cassa – ossia indebolire la resistenza operaia – ambedue sono azioni che negli effetti si equivalgono.

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Ben fatto!

In Osnabrüke vie è uno sciopero.
Un sedicente capo italiano, certo Giuseppe Bettuli, non sappiamo ancora di dove si è presentato al Comitato direttivo dello sciopero chiedendo la somma di 500 M., minacciando altrimenti di condurre sul posto 100 crumiri italiani, che aspettavano in una località vicina. Il comitato dello sciopero pensò bene di denunciarlo alla polizia, la quale lo prese e lo mise in carcere, ove si trova ancora in attesa del processo.

In uno de' prossimi numeri pubblicheremo i ritratti di mons. Bonomelli, del Petris Giov. Batta, del Cassetti e di qualche altro fornitore di crumiri e capo-crumiro che si sono acquistata in Germania una celebrità poco invidiabile.

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