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06.07.1907 - numero 27

Corrispondenze

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Merklinde. Ai 23 corr., trovandomi di passaggio a Dortmund, sono entrato nell'osteria italiana. Appena seduto mi s'accostò un tizio sconosciuto e dopo un piccolo preambolo mi domandò se fosse possibile di trovare una quarantina di muratori e una trentina di manovali, offrendo un orario di 12 ore, 55 Pf. ai primi e 45 ai secondi, più l'alloggio gratuito. Si trattava di condurli a Herford, dove c'è sciopero. Allora io, d'accordo con alcuni miei compagni, barcamenai in modo di arrivare a sapere come si chiamava e il tizio ci cadde; egli si chiama Golino Giovanni da Venzone. Eruito l'esser suo, comunicammo il casetto agli altri italiani presenti nel locale, circa un'ottantina, e allora s'elevò un coro d'improperi contro il farabutto che in fretta fretta se la svignò dall'osteria, accompagnato da una salva di fischi. Dunque, compagni, in guardia contro questo tipaccio! (Bravi, così va gatto con certa razza di gente nessun riguardo, N.d.R.)

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