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27.07.1907 - numero 30

Il premio dei traditori

«Ripetute volte, bollando i crumiri, abbiamo detto che essi oltre al danneggiare i compagni in lotta, danneggiano anche sé stessi, perché si attirano l'odio delle loro vittime e il disprezzo dei capitalisti, che poi, appena possono, se ne deliberano.
Orbene il fatto avvenuto a Halle s.S. ci dà ragione più presti di quanto avremmo sperato.
Lunedì mattina si presentò al municipio il paletta crumiro Puschias assieme alla moglie per protestare contro il licenziamento intimatogli dall'imprenditore Günther e invocando un Giudizio arbitramentale per costringerlo a riprenderlo e mantenere i patti stabiliti. La moglie fungeva da cuoca dei crumiri. Il Puschias raccontava piangendo di essere stato l'alter ego del padrone gio quando lo sciopero più ferveva e di essersi fatto in quattro per attirare crumiri: adesso si trova con tutta la colonna sulle spalle. Egli, la moglie e gli altri crumiri si trovano sulla strada e nessuno vuol saperne né di lui, né della sua colonna. Oltre di ciò ‹gli Hallesi picchiano di santa ragione› cosicché il lavorare è impossibile.
Il capo-mastro Günther dichiarò che ‹der Mann› non aveva diritto di pretendere niente affatto e che lui Günther l'aveva assunto solamente per grazia, per compassione.
Siccome causa lo sciopero il Giudizio arbitramentale non funziona, passata la vertenza venne trasmessa al Tribunale industriale.
E questo è il premio che tosto o tardi tocca a tutti i Giuda. Cacciati come cani rognosi dai padroni, disprezzati, vilipesi e bastonati dai compagni di lavoro.»


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