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27.07.1907 - numero 30

Corrispondenze

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Ovaro. (Vorwärts.) La notizia pubblicata dall'Operaio Italiano e riprodotta dal Lavoratore friulano che un buon numero di operai del nostro Comune si è macchiato dell'onta del crumiraggio, ha fatto pessima impressione nella nostra classe lavoratrice. Che operai allevati in un paese non refrattario alle idee nuove, dove esiste una Società Operaia, la quale combatte in tutti i modi l'opera nefasta del crumiraggio, ed all'ombra di una Sezione del Segretariato d'Emigrazione di Udine, che non ha mai mancato di spiegare agli operai la necessità d'iscriversi nei Sindacati locali per non vedersi in breve tempo sfrattati dai paesi germanici ed anche tener alto il prestigio della classe lavoratrice italiana, che simili operai facciano parte di quell'orda di degenerati e delinquenti moderni, è addirittura stomachevole e rivoltante. Siffatti rettili meritano d'essere bollati col marchio d'infamia da tutte le persone oneste, a qualsiasi partito esse appartengano. Alla gogna i traditori della classe lavoratrice, gli egoisti che hanno il cuore chiuso ad ogni nobile sentimento umano, che la maledizione di centinaia di migliaia di esseri umani da loro affamati li perseguiti ovunque, affinché non rimanga traccia veruna di loro sopra la terra. (Osserviamo però che fortunatamente non si registrano nuovi casi di tradimento dal vostro paese; noi crediamo siano sempre i medesimi e delle medesime frazioni. È compito dei benpensanti di tutti i partiti di far sì che in breve cessi questa piaga (N.D.R.))»
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Leipzig (Beppo.) Caro Operaio. Ti voglio raccontare un po' le gesta di un certo signor Giovanni Migotti (Cassetti No. 2), non per usare una speciale attenzione a questo signore, ma perché sta bene che gl'italiani dimoranti in Germania lo conoscano e sappiano all'occasione guardarsene. Questo… signore si trovava a Wustrow (Annover) con l'impresa dei signori Knauer-Boswau e fungeva da capo di una settantina d'italiani. Ora sai che proposta fece questo bel tomo ai principali? Propose nientemeno che agli operai venissero pagati 45-48 Pf. all'ora invece di 50, come promesso, e che la differenza venisse passata nascostamente a lui. In cambio lui s'obbligava, mediante contratto, di provvedere l'impresa di mano d'opera per un anno intero. Ora la cosa era tanto ripugnante che gli stessi imprenditori non ne vollero sapere. Che fa allora il Migotti? Saputo che a Halle c'era lo sciopero vi si reca, si accorda con quegli imprenditori, ritorna a Wustrow e si porta via gl'italiani – eccettuato un manovale – per condurli a fare i crumiri a Halle, con una mercede di 48 Pf. all'ora. Per vendicarsi degli imprenditori che non avevano voluto accettare le sue disoneste proposte portò loro via gli operai! E a che cosa si possono paragonare quei disgraziati che lo seguirono a si prestarono al gioco? A dei montoni? È troppo onore! A noi più che odio ispirano compassione, profonda compassione, perché dal loro comportamento si vede che sono come le foglie secche che vengono gettate da quel

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