« Prev
5/25 Next »

 

25.05.1907 - numero 21

Pidocchi e cimici

«Crumiri italiani a Bitterfeld:
Speravamo di dover abolire questa rubrica vergognosa per difetto di materiale, ma inutilmente perché sua maestà il crumiro non lo vuole. Vi è sempre della gente che vuol essere elencata sotto questo titolo perché al lavoro onesto preferisce mangiare il pane a tradimento. Le grandi bande sono sparite, ma restano ancora le piccole e queste pure vanno perseguitate senza posa fino a tanto che non si sentano costrette a cessare il mal fare e a cambiar strada.
La settimana scorsa avemmo occasione d'imbatterci a Bitterfeld in due di queste piccole bande, nelle quali i quei capi-mastri hanno trovato il punto d'appoggio per resistere alle domande di miglioramenti avanzate dai loro operai. Un punto d'appoggio assai caro, se si vuole, poiché ai crumiri pagano un minimo di 50 Pf. all'ora di salario – mentre a quelli del posto ne rifiutano 45 – più 5 M. ai capi per ogni uomo che questo riescono di mettere a disposizione.
Abbiamo la lista completa dei componenti le bande; ma per un resto di compassione ci limiteremo per oggi a mettere alla berlina i capi.
Chi sono costoro?
In prima linea viene un abbonato dell'‹Operaio Italiano›, certo Giovanni Rovis del comune di Ovaro in provincia di Udine, una vecchia conoscenza dello sciopero di Kiel, ove lavorava sotto gli ordini del famigerato Cassetti. Naturalmente si è abbonato all'‹Operaio› per studiare nella lista degli scioperi dove poteva trovare del lavoro senza fatica soverchia e senza spese di ricerche.
Invitato da un collega italiano a partire ha risposto che egli voleva restare là non soltanto perché gli conveniva, ma anche per capriccio! ‹Andasse via tutta la gente, io resto. Ho famiglia ma non m'importa nulla di morire: però ai tedeschi voglio farla!›
Disgraziato, poiché invece non la fa che a se medesimo e ai suoi compatrioti! Immaginarsi quella frase cinica quale impressione abbia fatto sugli operai tedeschi e quante simpatie ci abbia acquistate!
Suo degno complice è il capo dell'altra brigata, il muratore Marsiglia Pietro di Piano d'Arta; uno de' comuni più putridi della provincia di Udine.
Un'altre figuraccia interessante è un giovane sotto capo di Caneva di Tolmezzo, certo Chiavedale Francesco allievo del sullodato Cassetti. E non invano è stato suo allievo! Organizzato fino a ieri si è dato al crumiraggio perché l'unica via che gli permettesse di salire al grado di sotto-capo. Invitato a partire ha risposto che l'avrebbe fatto se i tedeschi gli avessero trovata una piazza garantita per tutta la stagione, con un salario superiore a quello che aveva a Bitterfeld (accennava a Spandau dove i muratori hanno un minimo di 73 Pf.) e gli avessero pagato il viaggio e le giornate perse.
Poverino! Il suo maestro batteva a denari, domandava alle casse di resistenza delle somme, ed egli – un po' più moderno – esige del lavoro a quelle condizioni. Ma in conclusione sia col maestro sia coll'allievo la morale è sempre la medesima, cioè quella de' Tiburzi e de Musolini: O la borsa, o la vita!
Nella lista troviamo pure reduce dallo sciopero di Königsberg, certo Tassotti di Piano d'Arta e il cognato del Rovis, certo Cravatti Pietro d'Ovaro, che pure ricordiamo di aver incontrato in qualche altro sciopero.
I gregari sono quasi tutti del comune di Ovaro e di Piano d'Arta. Stupefacente è la presenza di un manovale romagnolo, certo Savioli Francesco. Diciamo stupefacente poiché in ben sette anni di pratica, e fra migliaia di crumiri che in questo tempo ci sono passati sotto gli occhi, non ci era ancora capitato d'incontrare un figlio solo della forte e gentile; egli ha voluto rompere la bella tradizione della sua regione ed è perciò che lo nominiamo.
I noni degli altri al prossimo numero.

Riceviamo da Bochum:
Nel N° 15 del nostro giornale ho trovato nella lista de' crumiri il solito capo-crumiro Sburlino di Ampezzo. A scanso di equivoci – poiché il casato Sburlino è portato non soltanto da lui ma anche da gente onesta – si tratta di Sburlino Luigi fu Giacomo di anni 36.
Tutti gli anni appena di ritorno corre a far visita al prete di cui è amicissimo. Non potrebbe una buona volta il nostro parroco insegnargli la via del bene e il precetto della carità?»


« Prev
5/25 Next »
sei qui