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Uso delle preposizioni e degli avverbi nella toponomastica

Il titolo dovrebbe in realtà recitare “uso delle preposizioni nell’onomastica”, in quanto aspetto presente, nella parlata di Collina, anche nel campo delle case e delle casate. Tuttavia, essendo l’ambito di questo lavoro circoscritto ai soli toponimi, la mini-trattazione si limiterà a questo aspetto dell’onomastica.

Il problema è particolarmente complesso, e di non facile (e forse neppure particolarmente gradevole) lettura: inoltre, una sua trattazione esaustiva, peraltro assai specialistica e impegnativa, esula dagli scopi di questo lavoro. Pertanto, l’esposizione sarà circoscritta ad alcuni elementi, pochi ma davvero indispensabili ad evitare le numerose trappole e trabocchetti semantici che ci si pareranno dinanzi nella parte più propriamente analitica del dizionario.

Le preposizioni, tanto proprie (“a”, “in”, “su” ecc.) quanto improprie (“sopra”, “sotto”, “dietro” ecc.), hanno un ruolo insostituibile nella nostra toponomastica: seppure con diverso ruolo e importanza, ma comunque con grande frequenza, sono parte integrante del toponimo con il quale formano, nella lingua parlata, un unicum inscindibile.

In presenza di una morfologia del territorio particolarmente articolata, quale quella di Collina, un semplice preposizione aggiunta al toponimo “padre” individua e separa luoghi che, seppure fisicamente contigui, sono fra loro sostanzialmente diversi per esposizione, morfologia, qualità, fruibilità, destino d’uso del terreno ecc.

Ancora più importante, la distinzione-separazione (anche fisica) che la preposizione mette in rilievo fra due luoghi altrimenti omonimi si misura talvolta in chilometri di distanza e centinaia di metri di quota: è il caso, a mero titolo di esempio, fra tal Pecól e sót Pecól, oppure sul Ğùof e in Ğùof, luoghi apparentemente omonimi ma situati ai capi opposti del territorio di Collina. Esempi, appunto, di una casistica tanto numerosa quanto variegata che copre l’?intero territorio.

Ma anche quando c’è contiguità fisica, prima ancora della preposizione aggiunta al toponimo “padre” è il territorio a sottolineare la distinzione e la separazione fra i luoghi. Il sôro e il sót registrano, quasi burocraticamente, la discontinuità morfologica o funzionale del pendio; il devóur indica la presenza di un netto ciglio o costone a marcare una discontinuità nell’esposizione. Discontinuità quasi sempre associata a un mutamento di qualità del terreno: non casualmente, l’area devóur X è quasi sempre peggiore – per esposizione, pendenza, resa o altro – dell’area X definita dal toponimo “padre” o principale.

Inoltre, nella nostra toponomastica vige la ferrea regola che stabilisce come la preposizione semplice (propria o impropria, ma comunque priva di articolo) sia parte integrante del toponimo e comunque escluda, in qualsiasi caso, l’uso dell’articolo determinato per il nome cui essa si accompagna.

Per ritornare agli esempi di cui alla pagina precedente, il luogo conosciuto come in Ğùof (in = preposizione semplice) non potrà mai essere detto lu (il) Ğùof: l’articolo determinato è infatti prerogativa del solo luogo comunemente detto sul Ğùof (sul = sul, preposizione articolata). Analogamente per sót Pecól (che non regge l’articolo) e tal Pecól (tal = nel, quindi regge l’articolo).

Regola tanto complicata quanto ferrea: il mancato rispetto di questo principio ha infatti come sua logica conseguenza la confusione dei luoghi.

Alcune denominazioni (peraltro non numerose, e quasi interamente circoscritte ad idronimi) non sono associate a preposizioni o avverbi, ma al solo articolo determinato: si ha dunque lu Riù di Plumbs, idronimo e altra cosa rispetto al quasi omonimo a Riù di Plumbs, toponimo corrispondente a un ben preciso luogo lungo il rio medesimo.

Ecco dunque di seguito un elenco delle preposizioni e avverbi che, associati ai toponimi danno completa identità e univocità ai luoghi, al tempo stesso contribuendo significativamente alla ricchezza e al dettaglio della nostra toponomastica.

a a
(d)adàlt in alto, di sopra (ad-altu(s))
(d)abàs in basso, di sotto (ad-bassu(s))
dal/de dal/al, dalla/alla (nel senso di “presso il”, ”presso la”)
devóur dietro (de-avorsu(s))
in in
insom in cima a (in-summu(s))
sôro sopra
sót sotto
sul/su la sul/sulla
tal/te nel/nella
ti/tès nei/nelle

Per completezza, si aggiungono di seguito gli articoli determinati: oltre ad accompagnarsi ai toponimi privi di preposizione, essi talvolta divengono, per agglutinazione, parte integrante dei toponimi stessi.

la la
lu il, lo
las  le
ju i, gli
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