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Capitolo XI.
Del pungolo che cita un poco di tutto.

All'opera adunque, e quantunque mi dispiace il dover cangiar discorso, pur tuttavolta, la penna vuol biografare ed ancora orpellare con neri colori qualche persona tolta della pluralità di tanti buoni comunisti, specialmente nella sfera degli esercenti pubblici; i cui comportamenti di alcuni di questi verso agli avventori sono perfettamente riprovevoli, aspri, screanzati, e quasi quasi sono per dirti che usufruttono cammorescamente della loro mercanzia percependo in più l'obolo guadagnato con sudori dal bisognoso concorrente.

Con questo meandrico agire e subdole azioni di smascherata lussuria finiscono coll'attirarsi sul loro concetto un mare di lagni improporosi.

Sia detto questo a lode di quelli, che col suo leale contegno non hanno bisogno del cronista, perché lorda colla sua pungente penna la sua irreprensibile condotta.

Parimenti spiacciami manifestare il carattere di tanti propensi a rimaner ligi e captivi al talismano del bigottismo; troppo creduli agli esorcismi sono cedesti o lettore, che partecipano a tutt'uomo alle iperbole del pergamo, non dico di abbiurare principii creduti veritieri o falsi, che che ne dico; si rispetta le opinioni, ma quello però di esser franetici d'idolatrare le pazze mire di ascettismo e scioccheria; come sarebbe, allorché suona un bronzo tutti in pubblico fanno di cappello, se orano o bestemmiano non si sa, fatto e che stanno in quell'atteggiamento sintantoché piace al sacristano tirar il codasso alla ........... al sacro bronzo.

Si verifica ancora in questa comunità ugual fanatismo per l'aderenza al confessionale, esser scetici e miscredenti ai dogmi della nostra vera religione è malfatto, ma, ne punto è ben fatto farsi frugare nè penetrali riconditi dell'anima della polizia dei preti, badi, che la polizia dei desputi si contenta dell'esterna apparenza dell'uomo essa non ne vincola altro che gli atti, ma quella del confessionale incatena persino i pensieri, nessuna cosa è più sconcia di quella del genio malefico della polizia introdotta nella casa di Dio, la confessione, genio del santo intrigo, genio del santo spionaggio, genio dei preti e frati.

Qui è mestieri di ricordare ancora i Collinotti, la più parte dei quali sono ridicoli nel vestirsi, per conseguenza meritano una pennata anche questi, onde distinguere la sagoma in costume alla quale versono nel foggiarsi alla festa e più ancora in giorni di sagra, giovani e vecchi, poveri e ricchi quasi tutti si vestono pomposi e si vedono pettoruti camminare d'un canto all'altro del villaggio inforcati in pantaloni alla bisarcavola con la sopraggiunta di una sciambellica che indossono lunga talmente, da frastornare cammin facendo i poveri talloni, corredato il tutto da un cappello sistema parafulmine od a larghe falde come

Obisso il famigerato intruso
Che or questi or quelli lor rispondeva
Sulla strada o ferma o che ti bruso.

Queste stravaganze d'antichità, richiamano alla luce i nomadi cosmopoliti del medio-evo che per contentare le diverse idee con rassegnazione secondavano lo costumanze onde non essere vilipesi dalla sagacità mondana procuratrice della vesta battatacchi poveri tacchi!

Ora parleremo delle biele puemos, queste bisognerà toccarle con più delicatezza avanti gli scatta il grilletto della stizza col far rispondere a chi scrive — Folch-lu-trai, chialo chialo Grignani a le senzo chiaaf, a la volut fevelaa devour es puemos; tutt'altro, anzi, spero di far onore alle figlie di Eva; crescete o moltiplicate diceva N. come difatti, il registro del signor Economo spirituale della parrocchia amette 35 spurii dal 1857 al 1868, senza quasi altrettanti, conosciuti legittimi, or dunque si vede bene come sono obbedienti a quanto santamente gli venne raccomandato; d'altronde Frine non faceva accessione a queste massime Aspasiane, appunto per questo che Imene si lascia sfondar la porta d'abitazione dal Dio-Momo e questo entrando fa altro che dire, alla zia Clitoride: in pochi mesi spero di aver costrutto qualche cosa che conta 36 e via via.

Così, se il mio lettore gli saltasse il grillo concupiscente del Dio-Momo dovrà incontrarsi con una biele frute, e se gli va a genio (sempreché questa sia della taglia) gli dovrà dir altro che
— Dove andate Puemos? essa risponderà all'uopo
A chi: parcè ce volioso?
— Voleva accompagnarvi
Po Folch? il sorioli al fas massa lusuor, chei canais anus jouh: nujo nujo no puess.
— Ma e dunque
Isgnot se volioso vegniot dongio
— Ditemi dove
In chiaso mee chioo: chialo il chian, e i claps sott i peis e va cidin
— Benissimo arrivederci
Mandi puem

Con queste risposte il lettore è sicuro che la scimia di Ciampolo il barattiero lo guida agli amplessi laidali della rea bacante, per cui si ha ragione di dir sempre

Ah femmine, se così Voi fate
A turpitudini siete atte,
Procurate di frenar imene
S'acquistar volete ogni bene.

Conchiudo col dire per diritto di rettorica, rettorica, che il pungolo per quanto sia possibile non ometterà ne mò ne mai, siccome certi individui del paese conosciutissimi da tutti e da tutti tollerati, e che in buon Italiano si appellono mangiacarta; questi enti delle discenzioni particolari sono chiamati da persone ignoranti a formolare un documento (o piuttosto a rovinarlo) ed i mangiacarta per eccellenza si prestono con quella voracità dell'Ebreo lossurioso onde intascarsi un quarto di Fiorino, due, o tre24 conforme al lavoro da collaborarsi.

Con questa misera tangente sono capaci di compilare un atto diatribale in odio a colui che il richiedente ignorante del collaborato con motivi o senza pretende aver ragione verso al suo competitore.

Tutto questo per dir il vero, è una piaga che tante volte afflige il povero volgo illetterato; e siccome altrettanto volte questi atti si sottopongono a formale giudizio, avvegnachè soccombe il firmatario istigato dallo scharabocchino anziché quello al quale era spiccato contro l'atto d'accusa.

Bisogna che aprite gli occhi o buoni comunisti di Forni-Avoltri e villaggi pria di farvi infanocchiare dai cosidetti mangiacarta, e se volete che vi li adita in buon lombardo eccomi

Vun lè de sura, e de cà stà sul mont
L'alter lè al bas, e lè minga de front
Tut du della sgnapa son semper in lista
Ormai de vialter saran tegnù a vista.

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