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Capitolo III.
Delle prime aperture delle gallerie, nomenclatura e cernita dei metalli, operazione dei pestoni.

La miniera di Fahlerz2 di Avanza già da quattro secoli veniva lavorata da una compagnia italiana, diretta dal siennese Venuccio Biringuccio, il quale, in un suo scritto la decantava fecondissima in quell’epoca; dopo questa passò sotto altre società dello quali si perdette la memoria, indi venne abbandonata.

Nel 1858 la società veneta montanistica cominciò ad aprire le crollanti vecchie gallerie della medesima, ed anche delle nuove, e dopo cinque anni di continue ricerche, più o meno favorevoli, si decise di far costruire varii Opificii per l’estrazione dei metalli, e sino del 1864 la miniera trovasi in pieno esercizio.

Essa è situata sopra al livello del mare Adriatico 1200 metri circa, ed ha un solo filone di contatto fra lo schisto micaceo argilloso al sud, e calcare cristallino al nord.

Il filone di contatto è composto di varie roccie: quarzo, spato pesante, perite, calcare bianco e scuro e schisto argilloso e talcoso; in tutti questi elementi trovasi più o mono impregnato il minorale; le varie roccie, alternandosi, alle volte sono assolutamente sole o più spesso formano un conglomerato fra esse.

Il quarzo è la roccia predominante, prende la principale estensione nel centro del filone il calcare bianco e scuro occupa la parte est, e lo spato e schisto la regione ovest.

La perite di rame di rado trovasi nel calcare o quarzo è quasi sempre nello schisto, è concentrata in strisce da 10 a 20 centimetri di spessore; e se essa è nel calcare è accompagnata da traccie di cinabro.

Il piombo argentifero è per lo più impregnato nello schisto o spato pesante.

Nel 1862 venne aperta la galleria denominata Quintino Sella più abbasso dell'ultimo orizzonte d'escavo, della quale attendesi maggior ricchezza del filone in generale.

Il materiale minerale scavato o che viene sgombrato per le vie delle gallerie che mette a giorno o pei pozzi mediante aspi a manubrio; a giorno si trasporta alla Risena3 con quest'arnese si fa calare il minerale al laboratojo di cernita; qui è il luogo ove succede la preparazione del minerale in via secca, e la meta della separazione è di ridurre i minerali in stato meccanicamente puro, che possono essere utilizzati.

Mediante la cernita si ottengono i seguenti prodotti: 1 minerale ricco, 2 povero, 3 piombo che si divide in povero e ricco, 4 spato pesante che viene allontanato perché d'ugual peso specifico, 5 ganga sterile che viene rigettata.

Il minerale così separato dalla cernita passa allo stabilimento dei pestoni, il quale è composto di 15 pilloni in tre divisioni, e perché questi possono agire sono messi in movimento da un albero adentellato che ricevono la sua velocità da un ingranaggio colla ruota idraulica della forza di 10 cavalli; ogni pillone batte 60 colpi al minuto ed il minerale s'infrange al bisogno.

Il minerale ricco cernito che oltrepassa ha il contenuto in metallo del 6% domandato dalle operazioni fucinali, viene pestato e polverizzato in farina e senz'altre manutenzioni passa alla fucina metallurgica, ed il più povero invece dopo polverizzato ed assortite le sue farine passa alla concentrazione.

Qui, con le nominate, e tante altre operazioni termina l'incarico delle azioni montanistiche, ed incomincierò a narrare quelle della fucina metallurgica.

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