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Il Capitale di Germania

Per qualche tempo il mansionario godette anche le rendite del cosiddetto Capitale di Germania. Questo capitale era stato formato da alcuni emigranti dei De Antonis e dei Gortana che trafficavano nei pressi di Leoben. Essi, non potendo pagare il mansionario in paese, eppure sentendosene obbligati, o volendo in qualche modo concorrere a migliorarne le sorti, cominciarono col 1769 a depositare alcune somme presso il Monastero delle Nobilesse di Göss nella Stiria superiore; vi aggiunsero altre somme donate da diversi benefattori, costituendo così un capitale che nel 1784 raggiunse l’importo di fiorini 906. Il frutto del cinque per cento fu assegnato in rendita perpetua al mansionario e lo si riscuoteva il sette agosto, ogni anno o a periodi di anni. Tale rendita subiva in apparenza forti variazioni, spiegabili con il cambio della moneta da austriaca a veneta o italiana. Pre Antonio Lena nel 1817 ricevette L. 183.15, e così negli anni seguenti. Nel 1828, forse per quei tre anni intieri di vacanza, l’amministratore Pietro Gortana ricevette circa L. 450, cioè fiorini 135.54 e annui fiorini 45.18. Era un buon aiuto per il mansionario.

Però col tempo si cominciarono in paese a nutrire serie apprensioni riguardo a quel capitale. Cambiamenti di governi e rovesci di fortune del monastero, potevano facilmente rovinarlo. Forse le guerre e le invasioni napoleoniche avevano insegnato qualche cosa. Pietro Gortana di Sopra da Weyer scrisse in paese consigliando di mandare a Gòss un uomo a prelevare il capitale. In paese se ne discusse; il 10 maggio del 1819 fu chiamata Vicinia e fra i capifamiglia se ne parlò animatamente; parecchi volevano mandare subito a togliere il capitale, ma Zanier Pietro, Gortana Valentino, Gortana Giacomo fu Daniele, Lucia De Antonis vi si opposero recisamente e la proposta andò a monte. La carta che ricorda il fatto, conclude malinconicamente dicendo : — «Che Dio li perdoni».

Dopo il 1829, di quel capitale si perde ogni traccia.

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