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La Vicinia del 1827

Il paese si divideva ancora in famiglie originarie e in famiglie cosiddette dei forestieri. Fra le due parti c’erano continui contrasti; i forestieri volevano approfittare dei pascoli e dei boschi, gli originari sequestravano animali e legna. Fino a quegli anni la distinzione era in uso per tutti i paesi e riconosciuta, ma una nuova disposizione imperiale dell'Austria dichiarava che tutti i cittadini dell’impero si dovessero considerare uguali, ovunque trasportassero il loro domicilio. Sicché non era più possibile di tener duro. Così nella Vicinia del 3 gennaio 1827 si radunarono assieme, finalmente, originari e forestieri e si dichiararono aboliti i privilegi. Le famiglie dei forestieri, dietro pagamento di L. 100 ciascuna da passare alla chiesa, ottennero di essere aggregate e pareggiate con le originarie del paese. Esse erano quelle di Della Martina Pietro, Della Martina Osualdo, Ceccon Pietro, Faleschini Giovanni, Faleschini Valentino, Marin Giacomo, Agostini Giombatta, Gracco Pietro, Schwander Leonardo.

Marin Giacomo era venuto fittuale, dai paesi di là dal Tagliamento: Schwander Leonardo, venuto dall’Austria, era stato famiglio a Sutrio, poi aveva trovato moglie e s’era accasato a Givigliana.

Le famiglie titolari del paese furono fissate a venti tre. Esse acquistarono il diritto di partecipare, in ragione di un carato ciascuna, alla divisione del bosco consorziale.

Seduta stante, la Vicinia vendette a Giuseppe Capellari di Rigolato, per un vecchio debito, il terreno boschivo e pascolivo di Sotto Zùof, Corona del ponte Lans, Pozolàr e Sotto Tors, dal Degano alla strada di Collina.

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