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Appendice

Quest’opuscolo dovea comparire il dì della festa. Arriva in ritardo, a festa passata, ma poiché quello fu sì bel giorno per Rigolato, è doveroso dirne qui qualche cosa.

Fu una sorpresa per D. Giuseppe. Avea subodorato che i colleghi di Gorto e qualche altro amico avean deciso di non lasciargli passare al tutto liscio il 25° d’ingresso; ma se li aspettava in altro dì «a roseai una cueste» e a fargli un po’ di chiasso, di quel chiasso che non sanno trattenersi dal fare le anime aperte ignare e nemiche delle etichette, delle pose, della diplomazia, quando in buon numero si trovano assieme.

Fu il Comitato (D. Paolo Valle) a preparare e concretare la trappola. Striscio murali inneggianti al Parroco, invito al popolo pel concorso alla chiesa furon nel pomeriggio dell’otto fatti affiggere da amici di Rigolato; onde il povero D. Giuseppe si trovò senza saperlo messo al muro e senza via d'uscita.

Alle 6 lo sparo di mortaretti fa rimbombare la pittoresca vallata, poi le campane la riempiono del loro dolce suono e quindi replicano i rimbombi.

Alla prima messa alle otto un buon numero di fedeli s’accosta alla Communione pel suo Pastore. Tutta la parrocchia si mette a festa, si improvvisano due bellissimi archi trionfali.

D. Giuseppe deve rassegnarsi alla formazione d’un lungo corteo di colleghi ed amici ed a passare così in trionfo in mezzo il suo popolo.

Guidati dai maestri precedono il corteo gli alunni delle scuole colle bandiere, lo segue una fiumana di gente su per la pittoresca salita alla parrocchiale. Questa in un attimo è piena, zeppa fin all'ultimo cantuccio. All'entrar del corteo la clape dei preti giovani cantori della Carnia canta il Tu es sacerdos, indi segue la messa con accompagnamento d'armonium. Don Giorgis, parroco d'Ovaro, dice al popolo ed al Pastore parole bellissime per la circostanza.

Alle due pomeridiane si fa la funzione Eucaristica solenne di ringraziamento.

Alla fine del pranzo (anch'esso improvvisato perché non aspettato) si legge il telegramma: «Parroco Simonitti, Rigolato. Occasione Giubileo ministero Parrocchiale V. S., Santo Padre imparte benedizione implorata. — Card. Gasparri.»

E quest’ altro:
«Parroco Simonitti, Rigolato, — Venticinquesimo parrocchialità fervidamente zelanti invio cordiale riconoscente benedizione auguri nuove benemerenze. — Rossi Arcivescovo.»

Questo telegramma è venticinque anni di storia fulgida per Rigolato.

Scrissero lettere di congratulazione e auguri e benedicendo Mons. Luigi Pelizzo arcivescovo di Damiata, già nostro vice rettore e professore del seminario. — i nostri vescovi carnici Mons. De Santa di Sessa Aurunca e Mons. Paulini di Concordia, — Mons. Luigi Cossio di Loreto, condiscepolo di D. Giuseppe.

Scrisse anche il novello monsignore Basilio Durigon di Magnanins e parecchi altri impediti del venire, e chissà quante altre lettere e telegrammi si sarebbero ricevuti, se il Comitato avesse fatto conoscere il suo progetto ai tanti amici del Friuli e della Slavia.

Ma a tutto questo forse taluno darà poco o nessun valore e dirà che è un mutuo ed interessato incensarsi di preti.

Ma così non dici tu, popolo libero e franco di Rigolato; tu che vedesti improntati nella faccia de' colleghi ed amici del tuo Parroco non l’interesse o la finzione ma la piena stima ed il grande amore per lui; tu che in quel dì ben tre volte tutta empisti la tua spaziosa chiesa a pregare col tuo Pastore e per te e per lui, a domandare a Gesù che ti conservi ancora molti anni il tuo «Parroco che tanto ha fatto e fa pel bene di grandi e piccoli» tu che tutto unanime mostrasti in quel dì di saper riconoscere la vera virtù e di stimarla e di amare l’uomo aperto e tutto buono.

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