« Prev
9/31 Next »

Il primo Mansionario

Il giorno di sabato 21 luglio 1764 gli uomini di Givigliana, radunati come il solito in pubblica Vicinia, con pieno accordo, elessero P. Giacomo Gortana, sacerdote del paese, a loro primo Mansionario.

D. Giacomo Gortana
D. Giacomo Gortana

Pre Giacomo Gortana, figlio di Leonardo, era nato nel 1725, da famiglia di possidenti. Divenne sacerdote verso il 1750 e per parecchi anni servì ora a Ludaria, ora come coadiutore del parroco di Rigolato. La Mansioneria di Givigliana fu per lui una fortuna, e vi restò attaccato fino alla morte.

Gli uomini del paese in quella Vicinia lo elessero a vita come Mansionario, ma poi ripensandoci su, corressero l’elezione cambiandola, all’uso degli altri paesi, a tre anni. Fra le obbligazioni del Mansionario, importante è quella della scuola ai fanciulli nella stagione invernale. Si può dire che con questo patto comincia la scuola di Givigliana. Essa giovò molto specialmente per gli emigranti.

In quegli anni si ripensò anche alla chiesetta. Essa era ormai troppo angusta, e per di più senza campanile, né sacrestia. Perciò, nell’anno 1768, con muratori da Gemona e da Pesaris, ché del paese non ce n’erano, fu costruito il campanile, che nella parte inferiore serve anche da sacrestia. La chiesetta cambiò subito aspetto. Dieci anni più tardi si volle ampliarla, portandole avanti la facciata per circa tre metri, alla grandezza che ancora conserva. Anche qui l'affare si trascinò per le lunghe; il lavoro fu interrotto a mezzo per mancanza di denaro, poi ripreso e nel 1785 condotto a termine; ma i muri erano nudi e la chiesa non faceva bella figura. Finalmente nel 1799 fu anche intonacata dentro e fuori. Questi ultimi lavori furono fatti dal muratore illetterato Giovanni Ceccon della villa di Vito d’Asio, che poi mise su famiglia in paese.

La villa, ormai con la chiesa, e col mansionario che fa scuola, è posta su buona strada. Ma qui cominciano le lotte con la parrocchia di Rigolato.

Il paese e anche il mansionario non erano contenti di doversi recare a Rigolato tante feste senza la S. Messa a Givigliana, e veramente i patti erano gravosi. Il mansionario cominciò ad abusare. In qualche festa, e sempre con maggiore frequenza, si permise di celebrare la S. Messa in paese sebbene fosse proibita. Ma un bel giorno gli capitò da parte dell’Abate di Moggio una severa rampogna, con l’ordine, sotto minaccia di pene severe, di desistere dall’abuso e di osservare il decreto e i diritti della parrocchia di Rigolato. Pre Giacomo Gortana dovette mordere il freno e piegarsi. Però qualche anno dopo fece delle pratiche in piena regola e ottenne che l’obbligo di recarsi a Rigolato senza celebrare la S. Messa a Givigliana venisse ristretto alle sole feste estive di Pasqua, Ascensione, Pentecoste, Corpus Domini, Dedicazione della chiesa parrocchiale e Assunzione di Maria Vergine.

In questo tempo si trova che la Confraternita di S. Pietro era assai fiorente e largamente diffusa anche nei paesi vicini. Contava più di un centinaio di associati, metà circa di Givigliana e metà dei paesi vicini. La sagra di S. Pietro diventò notoria nei dintorni e anche clamorosa, e poi degenerò in' festa profana.

La Confraternita restò viva fino circa il 1820, poi perdette ogni forza. Continuarono intanto anche i benefattori della mansioneria: Pietro fu Valentino Gortana assegnò un prato Drio la Corona; un benefattore di Germania un capitale di L. 125; e nel 1794 Giombatta Michise da Ludaria, con testamento, istituiva erede universale di buona parte dei suoi beni, mobili e stabili, capitali e crediti, la Fabbriceria di Rigolato, con l’obbligo di passare l’annua rendita a beneficio dei Mansionari di Ludaria e di Givigliana, metà per cadauno. I mansionari dovevano celebrare ogni anno dodici messe, una al mese, alternativamente, e l’anniversario della sua morte un anno per parte.

Oscura è la sorte di queste rendite, che le due mansionerie non godono più. Il mansionario Pre Giacomo Gortana negli ultimi tempi della sua vita si ridusse impotente, tanto che venne a coadiuvarlo, verso il 1798, il sacerdote Antonio Lena da Terzo, e dopo lunga malattia, morì il giorno 21 agosto dell’anno 1800, all’età di anni 75 e mezzo. Fu sacerdote di vecchio stampo, che visse alla buona ma fu benefico per il paese, che in grazia sua migliorò tanto la chiesa e la mansioneria.

Dopo la sua morte restò mansionario per poco Pre Antonio Lena, ma, l’anno seguente, anche lui se ne andò, essendo fatto Vicario di S. Maria Oltre But, e Givigliana restò senza mansionario.

« Prev
9/31 Next »
sei qui