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Le famiglie nuove

Delle vecchie famiglie di Givigliana, i Thieut erano estinti, restavano i De Antonis e i Gortana. In questi anni comparvero le diverse famiglie dei Della Martina, Zanier, Ceccon, Faleschini. La loro venuta si spiega in parte coi loro mestieri. A Givigliana le case erano di grosso muro allo zoccolo e di travi intrecciate e squadrate sopra, come, del resto, anche negli altri paesi vicini. Ma in paese non c’erano né muratori, né abili squadradori, e ciò spiega la venuta degli operai forastieri.

Il boscaiuolo squadradore Osualdo Della Martina, sopranominato di Prato, era venuto in paese per ragione di lavori ancora da giovine, cioè verso il 1766. Era da Dogna, nel Canal del Ferro. Sposò Gortana Teresa e prese abitazione nella casupola in cima della villa, sulla strada di Vuezzis, che ora è degli Agnese. Pietro Zanier venne a Givigliana come fittavolo, e lo si ricorda già nel 1775; nel 1783 era già amministratore della chiesa e nel 1787 accettava in pegno per quattordici anni il molino. Era oriundo da Clauzetto.

Il molino! Poiché l'abbiamo nominato, facciamone parola. Lo si ricorda già nel 1693, quando Domenica, moglie di Giovanni Gortana, fu presa nell'ingranaggio della ruota di fuori e morì stritolata. Esso fu proprietà di Filippo De Antonis, poi di diversi Gortana, ma col passare di mano in mano, andò diroccato, tanto che nel 1787 era reso inservibile, fracida la ruota di fuori, affatto rovinata la vasca. Era situato in Pis Fontana. Per goderne l'esercizio, i proprietari dovevano ricevere l’investitura dal Gastaldo di Carnia, a Tolmezzo, con l’imposizione dell’anello d'oro e obbligarsi a pagare ogni anno dodici soldi di tassa il giorno di S. Michele.

Nell anno 1787 lo prese in pegno il Zanier Pietro, col permesso di migliorarlo e la promessa di goderne i frutti per buon tempo.

Presente al contratto di pegno era Domenico Faleschini da Moggio del Canal del Ferro. Giovanni Ceccon, di cui abbiamo fatto parola, si trova in villa nel 1777. Queste diverse famiglie di forastieri furono a lungo riguardate come avventizie e tenute estranee al paese, com’era uso in tutta la Carnia; furono aggregate alle altre famiglie solo assai tardi e con riluttanza. Una prima prova per essere aggregato la fece Zanier Pietro nel 1789 e riuscì a tirare dalla sua tre uomini del paese che cercarono di persuadere gli altri ad accettarlo come originario, ma fu una protesta generale e nella Vicinia di quell’anno, che si tenne il 5 febbraio, la proposta fu respinta per votazione. La Vicinia era in maggioranza una mandria furibonda di donne, con a capo il vecchio ed arcigno Pietro Gortana Caporal.

Le famiglie forestiere non avevano merito di essere trattate così, poiché prendevano parte ai gravami comuni e avevano aiutato con un bel capitale la fondazione della Mansioneria, come abbiamo veduto.

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