MESSA GIUBILARE di don Pietro Gortani
Rigolato 1894

Si trascrive un opuscoletto pubblicato l'11 marzo 1894 dal «clero della parrocchia» in occasione del giubileo sacerdotale del parroco don Pietro Gortani (Cabia 14.2.1821 - Rigolato 11.7.1899), la cui lunga presenza a Rigolato - dove fu cappellano dal 1849 al 1851 e parroco dal 1851 al 1899 - lascia immaginare una specie di era don Pietro Gortani estesa mezzo secolo. Antonio Roja nelle sue Note di storia della parrocchia di S. Giacomo ne accenna brevemente senza nessuna enfasi particolare (ma lasciandosi sfuggire un refuso - dal sapore di lapsus freudiano - riguardo al cognome): «Il parroco Candido [sic!], colpito da acciacchi che gli rendevano malagevole e talora impossibile l'ascendere alla parrocchiale, nel 1890 ottenne l’autorizzazione a celebrare in canonica e dovette provvedersi d’un sacerdote, il quale lo surrogasse nelle sacre funzioni ed assistenza ai malati. Moriva li 11 luglio 1899 e fu lodato specialmente per la sua grande semplicità di costumi».
Sempre attingendo dalle Note di Antonio Roja c'è da supporre che il «clero della parrocchia», cui si deve l'opuscolo, nel 1894 fosse composto dai cooperatori parrocchiali e cappellani maestri p. Giuseppe Giorgis da Mione (coad. dom., parroco di Sopraponti e poi di Raveo) e p. Eugenio Taboga da Colloredo Montalbano (capp. maestro, poi prof. nel semin., parroco di Mels) nonché dal mansionario di Givigliana p. Giacomo Marzona da Verzegnis.
Dell'opuscolo si è perso il ricordo, tanto che non viene mai citato. Certo non è un'opera storica, tuttavia contiene la prima SERIE CONOSCIUTA dei Curati, poi Parrochi di Rigolato che si conosca; infarcita di imprecisioni, ma non per questo indegna di nota. Inoltre alcuni passi appaiono stilisticamente elaborati in modo apprezzabile («La parrocchia odierna di Rigolato è tutta sparpagliata...»); probabilmente almeno uno dei tre sacerdoti non era privo di doti letterarie che forse si saranno espresse in altre opere o in altri campi… (A.P.)

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Messa giubilare

A
D. PIETRO GORTANI
SACERDOTE ESEMPLARE
E
PARROCO BENEMERITO
DI RIGOLATO
NELLA FAUSTA RICORRENZA
DEL SUO GIUBILEO SACERDOTALE
IL CLERO DELLA PARROCCHIA
CONSOCIANDOSI AI VOTI, AGLI AUGURII
DEL SUO POPOLO ESULTANTE
FESTEGGIA
QUESTO GIORNO MEMORABILE

Rigolato 11 Marzo 1894

La Valle o Canale di Gorto avrebbe costituito in origine l’unica Pieve di Santa Maria, il cui titolare era l’Abate benedettino del Monastero di Moggio, giusta l’atto di fondazione di quel cenobio. Ma l’Abate, che non aveva sempre lo stretto obbligo della personale residenza neanche nel suo monastero, va da se che non poteva averlo ancora meno presso la chiesa di S. Maria di Gorto, dove si faceva rappresentare dai suoi Vicarii, sembra, eletti da quelle popolazioni, riconosciuti e con­fermati dall’Abate di volta in volta.

Nei primi decennii del secolo XIV vi troviamo nominati P. Assalone Vicario di S. Giorgio, P. Artrussio che non è detto veramente ove risiedesse, ma che perù officiava alla Pieve, e P. Carismano, il quale abitando in Ovaro, doveva essere addetto a quella chiesa di S. Vigilio. Sappiamo inoltre che nel 1345 le popolazioni del Canal Pedarzo ottennero di svincolarsi dalla Pieve, essendo stata eretta la loro chiesa di S. Conciano in Curazia indipendente. Ignorasi invece la data del distacco delle tre Cure di Sovrapponti, come chiamavansi le Parrocchie attuali di Rigolato, di Frassineto e di Sappada; consta però per una convenzione del 26 Giugno 1493 che Sappada, la più discosta, era tenuta tuttavia ad un tributo, ed a qualche atto di vassallaggio verso la Pieve di Gorto.

La parrocchia odierna di Rigolato è tutta sparpagliata sui due versanti che fronteggiano il Degano; sulla china di levante stanno i villaggi di Gracco, Vuezzis e Givigliana; su quella a ponente, oltre a Rigolato, residenza del Parroco, e capoluogo del Comune omonimo, s’incontrano sul piano medesimo Valpiceto e Magnanins, più in alto, al di là della chiesa parrocchiale, Ludaria, ed ancora più sopra Arvarins e Quel-Sadorno; così trovansi nominati nel testamento di un Romanutto di Sotto - pecolle di Ludaria, in data 25 luglio 1348, i campetti, i prati con lo stabbiolo che oggigiorno vediamo convertiti nel nuovo villaggio di Casadorno.

Stando a una vaga tradizione orale, fra Vuezzis e Givigliana doveva trovarsi Faust, una borgata che vuolsi coperta da una frana in epoca molto remota; fatto è che non la si vede mai ricordata in alcuna memoria scritta ; però mantengonsi tutt’ora in quelle vicinanze alcuni caratteri cabalistici scolpiti sulle due facce d’un macigno, quasi un’iscrizione funerale d’un intero paesello distrutto!

Sin dal 1322 è già nominata la chiesa di S. Giacomo di Rigolato nei testamenti di Giovanni fu Teudone e di Vecello q. Gusetto di Givigliana; in appresso nel 1341, anche quella di S. Nicolò di Vuezzis, la chiesa plebana delle vecchie leggende, si affaccia la prima volta per un legato lasciatole da un tale Pietro q. Giacomo di Collina, dimorante in Costa; del resto nel corso di tutto quel secolo non se ne trovano ricordate altre.

La chiesa attuale di S. Giacomo, che dal roccioso suo poggio fa così spiccata comparsa, imprimendo all’intiero villaggio una sua speciale fisionomia, fu sottoposta a ripetute instaurazioni che l’hanno spogliata affatto del suo primitivo carattere; sopra il suo ingresso laterale se ne leggono le date, 1338, poi 1690, e da ultimo 1733; poi nell’interno, sul parapetto dell’organo, fu annotato che il patriarca Daniele Delfino l’ha consacrata il 31 luglio 1736.

Nell’occasione medesima i novelli cittadini della specola di Casadorno si ebbero l’onore d’indurre quel Porporato, dopo due giorni di riposo, a salire insin lassù per consacrare anche la loro novella ... cattedrale.

Manca ogni indizio del quando la parrocchia abbia ottenuto un proprio rettore spirituale, stante la povertà degli atti custoditi nel suo archivio che non permettono di spingersi troppo indietro. Perciò la lista dei sacerdoti che la governarono, dapprima col titolo di Curati, poi di Parrochi da ultimo, per quanto se ne può conoscere presentemente, non si addentra più in là del 1556, come si vede nella seguente

SERIE CONOSCIUTA
dei Curati, poi Parrochi di Rigolato
desunta
dai registri esistenti in Canonica

P. Sebastiano Petrese 1556 600 Curato
P. Luigi Paulutto di Gemona 1600 23 »
P. Liberale Dominici 1623 51 »
P. Daniele Monch di Povolaro 1651 82 »
P. Felice Fabris 1682 88 Economo
P. Giacomo Vidale di Rigolato 1688 728 Curato
P. . . . Venchiarutti di Osoppo 1728 38 »
P. Carlo Condotti 1738 48 »
P. Nicolò Vezzil di Rigolato 1748 52 »
P. Pasquale Ermacora di Cormons 1752 74 »
P. Gio. Batta Gussetti di Rigolato 1774 816 Parroco
P. Leonardo d'Agaro id. 1816 17 Economo
P. Giovanni Ridolfi di Moggio 1817 28 Parroco(1)
P. Odorico da Pozzo di Maranzanis 1828 51 »
P. Pietro Gortani di Cabia(2) 1851 »

(1) Poi Arciprete di Moggio.

(2) Nel documento precitato del 26 giugno 1493 fra quelli di Sappada e la rappresentanza della Pieve di Gorto, vi interviene come Sindico di essa Pieve un Petro q. Candussii de Povolaro. In una logora pergamena del marzo 1544 si affaccia a Tolmezzo come testimonio un probabile discendente di codesto Pietro, un tale Nicolao Candussii de Povolaro Gorti, habitante in villa de Arta, dove dal suo paese d’origine fu ribattezzato per il Guartano. E pel fatto, addì 25 aprile 1588 apparisce come tale designato il di lui figlio Leonardus Guartani q. Nicolai de villa Artae, il quale prende dalla Fraterna di S. Antonio Abate alcuni ducati a livello — pro reparandis domibus combustis —. Da questo Leonardo derivò Pietro; da Pietro un secondo Nicolò, padre a sua volta d’un altro Pietro, la cui progenie esulò in Alemagna, di Giovanni e d’un altro Leonardo, natigli questi due a Cabia, dove era passato a seconde nozze, ed aggregato a quella Vicinia sino dal 1637.

Pietro Gortani di Gio Domenico (Cabia 11.2.1821 - Rigolato 11.7.1899)
Pietro Gortani di Gio Domenico (Cabia 11.2.1821 - Rigolato 11.7.1899), cappellano (1849-1851) e poi parroco di Rigolato (1851-1899).
Verso quell’ epoca erano ancora in fiore a Cabia i varii rampolli di un antico gismano, Michele Micucio (1433-59), ed erano i tre rami dei Chilutti, i Minimi, e i Del Negro, scomparsi tutti quanti nel passato secolo, mentre i Gortani, i Muner e i Galante, tre stirpi di nuovi arrivati, imparentate con essi, ne ereditarono via via i larghi patrimonii.
Pietro, un discendente di Giovanni Gortano, fu indotto ancora adolescente a pigliar moglie; dipoi, rimasto vedovo con un bambino natogli nel 1761, si fece religioso, e mori nel 1817 Cappellano in Arta.
Da quel suo figlio, che fu Giann’Antonio, e da Elisabetta Galante, nacquero un secondo D. Pietro, morto in Arta esso pure il 28 ottobre 1861 al posto del nonno, e Gian Domenico padre d’un terzo D. Pietro, nato addì 14 febbrajo 1821, ordinato sacerdote nel 1844, — questi che celebra oggidì il cinquantesimo anno di suo sacro ministero in mezzo al suo popolo di Rigolato, fra il quale è vissuto da mezzo secolo.
Contemporanei a questi, altri religiosi uscirono dall’altre famiglie precitate di Cabia. Da un altro ramo Gortani emanarono i due fratelli D. Nicolò e D. Giuseppe, morti ottuagenarii l’uno nel 1863 in Cabia, dove visse sempre indipendente nella casa paterna, esimendosi da ogni impegno, l’altro, dapprima professore di filosofia nel Seminario d’Udine, poi dal 1830 Canonico a Cividale dove morì nel 1873. Tra i Galante ci furono i due D. Nicolò zio e nipote; dei Muner parimente D. Vincenzo e D. Pietro, zio e nipote, questo morto ancora giovane il 2 Febbrajo 1862 in Tolmezzo; quegli oltre nonagenario il 7 Maggio 1891 pure in Tolmezzo, dove avea consumato come maestro il fiore dei suoi anni.
Con lui si estinsero i Muner di Cabia, originarii di Terzo, trapiantati prima in Arta sino dal 1533, e un secolo dopo aggregati al Vicinio di Cabia insieme ai Gortani.

Albero genealogico don Pietro Gortani
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